Il fenomeno delle assicurazioni false sembra purtroppo inarrestabile nonostante le contromisure e i controlli che vengono quotidianamente effettuati dagli organi di vigilanza: Ivass comunica oggi che sono state segnalate RC Auto fasulle recanti il marchio Great Lakes Reinsurance (UK) PLC, vediamo di capire qualcosa in più di questa vicenda.

Great Lakes assicurazioni

Great Lakes esiste veramente

Ivass precisa doverosamente che Great Lakes Riassicurazioni esiste veramente, ed è anche regolarmente abilitata ad operare in Italia in regime di libera prestazione di servizi, ma non esistono tagliandi recanti tale marchio poiché essi stessi hanno comunicato di intervenire nel ramo RC Auto esclusivamente in qualità di coassicurazione. Doveroso specificare che la vera compagnia è estranea alla truffa, anzi si può dire che ne sia vittima poiché qualcuno ne ha utilizzato indebitamente il nome.

Come difendersi dalle truffe

Ivass non perde occasione di ricordare ai clienti delle assicurazioni come difendersi dai finti tagliandi RC Auto, ovvero controllando quali siano le imprese abilitate ad operare in Italia, specificamente nel ramo RC Auto, consultando elenchi e notizie come questa, relative a falsi contrassegni, controllando infine che l’intermediario che ci sta vendendo la polizza sia anch’esso autorizzato.

Il tagliando elettronico sembra finalmente alle porte (noi ne parliamo già da anni, come dimostra il link!), riuscirà a contrastare finalmente il fenomeno delle assicurazioni contraffatte?

Negli ultimi giorni l’Ivass (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni) ha prodotto ben tre documenti riguardanti i comparatori di assicurazioni, messi sotto la lente d’ingrandimento a causa principalmente di conflitti di interessi e vendita di garanzie aggiuntive non richieste. Vediamo nel dettaglio cosa dice l’istituto di vigilanza a seguito dei risultati dell’indagine da esso condotta, e quali sono i consigli per non essere sprovveduti quando ci si trova davanti a un pc alla ricerca dell’RC Auto più conveniente (premettiamo che l’indagine ha interessato solo 6 comparatori tra i principali, ovvero Chiarezza.it, Comparameglio.it, Facile.it, Segugio.it, 6Sicuro.it, Supermoney.it).

Comparatori assicurazioni

Poche compagnie per i profili di rischio sfavorevoli

Un problema dei comparatori di assicurazioni riguarda i profili di rischio sfavorevoli, che ricevono un trattamento impari rispetto a quelli virtuosi: c’è il sospetto che alcune compagnie non gradiscano comparire sul web in caso di territori ad essi sgraditi (emblematico il caso delle province di Napoli e Caserta), o per particolari fasce di età (specialmente i neopatentati, categoria da tutelare della quale abbiamo già parlato più volte).

Comparazione non imparziale

Altro dato grave emerso è che (ad eccezione di un sito -non menzionato- che ricorre a uno studio esterno) i comparatori RC Auto non offrono un elenco delle compagnie dalla più conveniente alla più cara, ma tendono a privilegiare alla vista del cliente quelle con le quali hanno stretto accordi commerciali più favorevoli, un comportamento in totale antitesi con lo spirito con il quale questi strumenti di risparmio sono stati creati.

Abbinamento automatico di garanzie aggiuntive

Che al momento dell’acquisto di una polizza vengano proposte garanzie aggiuntive è perfettamente normale, ma che questo avvenga in automatico secondo il parere dell’Ivass è un comportamento sgradito e da correggere, poiché potrebbe indurre il cliente all’acquisto di qualcosa che in condizioni normali non avrebbe acquistato.

Promesse di risparmio non corrette

Anche in questo caso non si contesta il fatto in sé, ovvero che i comparatori assicurativi si pubblicizzino anche tramite slogan, ma una sfumatura che anche a nostro avviso andrebbe corretta: con la sola eccezione di Chiarezza.it che ha una frase di presentazione imparziale e corretta, gli altri promettono risparmi che non si sa bene come siano quantificati, da 6Sicuro che recita “risparmia fino a 800 euro” a Supermoney “polizze a partire da 181 €”, a Comparameglio “risparmia fino al 50%”.

Privacy e trasparenza

Gli ultimi dubbi dell’Ivass sono di natura più tecnica e riguardano il metodo di raccolta dei consensi (spesso raggruppati in un’unica spunta con la quale si accettano più elementi indistintamente).

Entro la fine di gennaio 2015 l’Ivass ha chiesto una serie di adeguamenti e migliorie che i portali di comparazione online dovranno mettere in atto per risultare ancora in regola, il nostro blog come sempre vi terrà aggiornati e tornerà sulla questione tra un paio di mesi, nel frattempo chi volesse raccontare le proprie esperienze, o fornire giudizi, opinioni o recensioni può farlo utilizzando l’apposita area commenti qua sotto.

Quando si parla di rischio alluvioni non si può non pensare a Genova e ai tanti eventi catastrofici che questa città ha vissuto nella sua lunga e gloriosa storia; la conformazione del luogo, il rischio idrogeologico acuito dalla speculazione edilizia posta in atto nei decenni passati e molte altre piccole concause fanno sì che ci sia assoluta necessità di mettere al sicuro un luogo così bello ma anche così insidioso. La cattiva notizia arriva tuttavia dal Sottosegretario di Stato del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del Governo Renzi, nonché coordinatore della task force contro il dissesto idrogeologico missione Italsicura, Erasmo D’Angelis: a Genova prima del 2020 non potranno essere terminati i lavori che servono per mettere al sicuro il territorio.

Alluvione Genova

Nel 2015 la cantierizzazione

Erasmo D’Angelis spiega come sia già positivo riuscire a sbloccare entro giugno 2015 la cantierizzazione degli interventi (ben 1622!) di cui ha bisogno il capoluogo ligure per non soffrire più le pene dovute alle esondazioni del Bisagno, del Polcevera, del Rio Fereggiano e di altre decine di corsi d’acqua pronti a gonfiarsi e percorrere le vie della città alla prima ondata di pioggia intensa.

Quanti soldi servono per mettere in sicurezza genova?

Posto che per ancora 6 anni si dovrà confidare nella buona sorte, quanti soldi servono per mettere in sicurezza genova e preservarla dal rischio idrogeologico? attualmente la stima è intorno ai 95 milioni di € (25 dei quali già pronti per effetto del decreto sblocca italia); ovviamente la speranza è che non ci siano più le liti, i ricorsi e tutto ciò che ha procrastinato fino ad ora anche i lavori più urgenti (caso emblematico quello relativo all’allargamento del Bisagno, interrotto più volte tra dispute e sentenze, ma anche lo scolmatore del Fereggiano tra una lungaggine e un ripensamento è un progetto che viene tirato avanti ormai da 30 anni).

Tante speranze, poche certezze

In definitiva il rischio alluvione a Genova continuerà a persistere ancora per anni, senza contare che non vi è alcuna certezza matematica che nel 2020 sarà stato definitivamente eliminato, nel frattempo gli abitanti del capoluogo ligure non potranno che sperare in qualche soluzione alternativa, sia di natura ingegneristica, sia di natura assicurativa (ricordiamo a tale proposito che il governo Renzi ha ripreso quella che era una vecchia idea del governo Monti di una assicurazione contro le calamità naturali obbligatoria, che possa quantomeno indennizzare eventuali danni subiti da padroni di casa, inquilini e commercianti.

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