Secondo i dati definitivi del 2013 Direct Line si conferma in vetta alla classifica delle compagnie dirette di assicurazioni con più mercato in Italia. La notizia ricopre un certo interesse tra gli addetti ai lavori poiché, come si sa, già da tempo si teme che le compagnie online e telefoniche possano un giorno scavalcare le tradizionali limitatamente al ramo RC Auto, con tutto ciò che ne consegue in termini di occupazione e portafoglio clienti. Al momento non sembra che la loro ascesa sia irresistibile, ma andiamo a vedere meglio chi sono le leader del settore.

Direct Line

Genialloyd insidia Direct Line

Se Direct Line è la prima in assoluto, bisogna dire che Genialloyd la ha praticamente raggiunta (513,3 milioni di € di premi lordi per la prima, 512 mln € per la seconda). Valutando con attenzione il duello balza immediatamente agli occhi un dettaglio importante, ovvero che DL ha perso leggermente quote di mercato (-0,2% di premi incassati), mentre l’ascesa di GL è stata poderosa (ben +21,4% rispetto al 2012!).

Genertel unica vera rivale

Al terzo posto il classifica si piazza l’unica vera rivale di Direct Line e Genial Loyd, ovvero Genertel, la diretta di casa Generali, che con 446,7 milioni di euro di premi lordi incassati fa segnare un ottimo +5,2%; a seguire Linear (marchio di Unipol), con 206,1 milioni di euro e un brutto -6,3%; Zurich Connect, 130 mln € in crescita dell’8,4% rispetto all’anno precedente, mentre Dialogo si piazza al 6° posto con “soli” 22,8 milioni di € di premi lordi, circa 1/20 rispetto alle leader del segmento, e un pessimo -19,5%.

Un mercato ricco di incognite

Alle soglie del 2015, anche alla luce di questi nuovi dati, possiamo dire che nonostante quello che si dice da almeno un decennio il mercato delle RC Auto online non è ancora pronto a fare faville, ma avanza ad alti e bassi … preventivi non sempre convenienti e l’incapacità di risolvere l’atavico problema delle tariffe relative ad alcune province del sud Italia (Napoli e caserta su tutte) fanno sì che il vero e proprio boom ancora non ci sia stato, nonostante marchi come Direct Line siano ormai affermati sul mercato da tempo.

Il mondo delle assicurazioni è complicato, e questo lo sanno un po’tutti quelli che vi hanno a che fare per mestiere, le cose si complicano ulteriormente quando alla già tortuosa disciplina dell’RC Auto vanno a sommarsi dinamiche di incidenti non propriamente chiare o che comunque possono dare adito a dubbi. In molti ci avete chiesto delucidazioni riguardo all’incidente con auto in retromarcia, vediamo oggi di spiegare in maniera chiara come ci si deve comportare e di chi è la colpa a seconda della dinamica.

Retromarcia

Caso generico: ha torto chi è in retromarcia

Se si prende in esame il caso generico il torto è della vettura che procede in retromarcia, sia per le assicurazioni che per il Codice della Strada, che regolamenta questa manovra nell’Art. 154 “Cambiamento di direzione o di corsia o altre manovre”, che al comma 1 recita:

I conducenti che intendono eseguire una manovra per immettersi nel flusso della circolazione, per cambiare direzione o corsia, per invertire il senso di marcia, per fare retromarcia, per voltare a destra o a sinistra, per impegnare un’altra strada, o per immettersi in un luogo non soggetto a pubblico passaggio, ovvero per fermarsi, devono:

a) assicurarsi di poter effettuare la manovra senza creare pericolo o intralcio agli altri utenti della strada, tenendo conto della posizione, distanza, direzione di essi;

b) segnalare con sufficiente anticipo la loro intenzione.

Una differenza che salta all’occhio riguarda il punto b), poiché una vettura che abbia ad esempio la luce di retromarcia fulminata anche se uscisse dal caso generico e fosse nella ragione continuerebbe comunque ad esserlo anche se avesse una luce di retromarcia non funzionante o non la avesse attivata con il “sufficiente anticipo” richiesto dal CdS.

Al comma 3 la lettera c) dispone inoltre che si debba

c) nelle manovre di retromarcia e di immissione nel flusso della circolazione, dare la precedenza ai veicoli in marcia normale.

Le sanzioni per la violazione di queste norme vanno da 41 € a 168 €.

Casi particolari in cui ha ragione chi è in retromarcia

Nella prassi assicurativa tuttavia non ha sempre ragione colui che avanza secondo il normale senso di marcia, si ritiene infatti che esistano 3 casi particolari in cui ha ragione chi è in retromarcia, ovvero:

  • quando chi procede nel normale senso di marcia sta uscendo da un parcheggio, o da una proprietà privata, o da una strada vicinale (ovvero che collega due strade principali o una serie di fondi)
  • quando chi procede con la marcia normale stava cambiando fila
  • quando chi avanzava in marcia invadeva la corsia riservata alla circolazione in senso inverso (cd. contromano)

esiste poi un quarto caso, che è quello di due auto che si scontrano in retromarcia, ma questo è un argomento ancora più particolare che deve essere valutato nella sua specificità piuttosto che seguendo norme generiche.

Tamponamento in retromarcia

Per concludere vi invitiamo ad approfondire l’argomento del tamponamento in retromarcia che rappresenta un’eccezione alla famosa regola secondo cui chi tampona ha sempre torto, trovate l’approfondimento seguendo il link.

Il nuovo anno sembra portare novità nell’ambito delle assicurazioni RC Auto: tra le riforme volute dal governo Renzi spicca l’introduzione della figura del negoziatore RC Auto, che dovrebbe snellire la burocrazia relativa ai sinistri, con conseguenti vantaggi sia per le compagnie che per i clienti, cerchiamo di capire quale sarà il ruolo di questa figura e cosa avremo da guadagnarne.

negoziazione

Mediatore tra compagnia e cliente

Fondamentalmente la figura del negoziatore è quella di un professionista che svolge un ruolo di intermediazione tra la compagnia assicuratrice e il cliente danneggiato, in caso di controversie o mancato accordo sul risarcimento egli ha il compito di cercare un accordo evitando il passaggio in tribunale, che generalmente allunga i tempi, costa denaro e indiscutibilmente contribuisce ad allungare i tempi della giustizia, già tristemente noti per la loro tendenza a dilatarsi oltre misura.

La finalità di questa pratica, che viene chiamata negoziazione assistita, è dunque risolvere in maniera amichevole i contenziosi quando possibile,  sulla scia del modello francese di risoluzione di questo tipo di dispute.

Casi di negoziazione assistita obbligatoria

A sfavore della negoziazione assistita c’è il carattere di obbligatorietà che assumerà

  • ogni volta che la richiesta di risarcimento sarà sotto i 50.000 €
  • in caso di incidente stradale

come dire che non si potrà passare alle vie giudiziali ordinarie se prima assicurazione e cliente non cercheranno di mettersi d’accordo grazie al negoziatore.

Quanti saranno gli avvocati gratis?

La domanda che ci sono posti in molti è: quanti saranno gli avvocati disposti ad assumersi gratis incarichi di negoziazione assistita, dal momento che questa attività porta a loro impiego di tempo e un carico di responsabilità, ma a questa risposta probabilmente si arriverà solo nei prossimi giorni, quando inizierà ad essere più chiara la meccanica di questo nuovo metodo, dal momento che l’avvocato di norma ha diritto ad essere pagato (dallo Stato in caso di persone non abbienti) indipendentemente dalla tipologia di servizio reso, mentre in questo caso, assumendo le vesti di negoziatore, si deduce implicitamente che non riceverà un onorario.

Pagina successiva →

Chiudi
Invia e-mail