Enrico Tommaso Cucchiani e la Legge Bersani

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Cucchiani Allianz

 

 

 

La Legge Bersani commentata da Enrico Cucchiani di Allianz (in foto): agli Insurance Awards 2011 ne ha parlato, all’intervista concessa ad Andrea Cabrini per Milano Finanza ne ha riparlato. Il suo punto di vista è molto personale, ma certamente fa da stimolo per riflessioni e possibili (doverosi) miglioramenti per il futuro del mercato assicurativo in Italia.

Senza riportare l’intervista (la cui riproduzione è riservata) possiamo concederci qualche spunto di riflessione sulle parole di quello che può a buon diritto essere considerato il più importante assicuratore d’Italia … se per Allianz il nostro territorio  è considerato il mercato più importante dopo la Germania e prima della Francia, occorre tuttavia evidenziare come il panorama assicurativo del dopo Legge Bersani appaia più debole e meno proiettato verso il futuro rispetto a prima -questo è il parere di Enrico Cucchiani-soprattutto a causa della discesa delle tariffe (si parla, a fronte di un abbassamento delle tariffe danni del 20%, di un aumento del costo per i sinistri del 6% e dei costi distributivi tra il 10 e il 15%) che ha reso più vulnerabili le compagnie di assicurazione, costrette a ricapitalizzazioni o condannate a subire perdite. Anch’egli come tanti altri pone l’accento sulla necessità di diminuire il costo dei sinistri se si vuole recuperare robustezza.

La tematica, fa notare il consigliere della casa tedesca, è  spinosa, e andrebbe affrontata con una cooperazione tra tutti gli stakeholders per non ripetere quelle che, secondo lui, sono state “lenzuolate” unilaterali.

Personalmente ritengo che se da un lato i timori di Enrico Cucchiani siano fondati, dall’altro il suo giudizio sia troppo bonario nei confronti delle compagnie assicurative, che non ritengo siano delle vittime della Legge Bersani, non siano entità così indebolite da rischiare di esserne rovinate, e dovrebbero continuare a perseguire il loro obiettivo di essere sempre più competitive e concorrenziali esattamente come accade in molti altri settori dell’economia. Giustissimo parlare di lotta alle frodi e di soluzioni alternative, ma scaricare sull’ex Ministro dell’Industria troppe colpe per una legge che tutto sommato non è dispiaciuta (sebbene migliorabile e parecchio) sembra francamente eccessivo.

Nella speranza che il manager milanese continui a farsi valere negli uffici di Allianz e tenga alto il nome dell’Italia in Germania (ne siamo praticamente certi) aspettiamo con curiosità di sentire il suo parere anche su altre vicende cruciali del mercato delle assicurazioni!

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