Una delle preoccupazioni maggiori dei cittadini, al momento del sinistro, è quello del punteggio di invalidità che verrà loro riconosciuto, e del conseguente risarcimento che spetterà ad essi. Vediamo come opera questa quantificazione del danno, e in che modo può essere massimizzata in modo da prendere il più possibile a seguito di un danno subito (stando ovviamente nei limiti del lecito!).


RC medici

Come si calcola il punteggio di invalidità

Calcolare il risarcimento, quando si ha un’assicurazione, è molto semplice. Ciò che invece non possiamo fare da soli è calcolare il grado di invalidità che ci spetta: in questo caso deve essere il medico legale a stabilirlo, in accordo con le tabelle di invalidità civile (Ania o Inail, a seconda della clausola che avete scelto di inserire in polizza).

Gli elementi a cui occorre fare attenzione sono:

  • il massimale per il quale ci siamo assicurati (più alto è, maggiore sarà l’indennizzo che ci spetta);
  • la presenza di eventuali franchigie (la più comune nelle polizze infortuni è quella assoluta del 3%, ma esistono anche soglie più alte o modalità a scaglioni, in modo da liquidare poco gli infortuni meno gravi, allo scopo di tenere basso il premio di polizza);
  • le tabelle utilizzate per il calcolo (quelle Inail sono più costose, ma pagano meglio di quelle Ania);
  • eventuali supervalutazioni inserite in polizza (ad es. quella sulle mani scelta spesso dai medici, o quella alle corde vocali per i cantanti).

In linea di massima, data una rilettura alla nota informativa della vostra assicurazione e conosciuto il punteggio di invalidità, siamo in grado di prevedere il risarcimento che ci spetta.

Dovendo fare un semplice esempio immaginiamo un’invalidità del 10% su un massimale di 300.000 euro assicurato in polizza … poniamo 2 casi (1- nessuna franchigia; 2- franchigia assoluta del 3%);

  1.  10% di 300.000 € = 30.000 €
  2.  (10%-3%) di 300.000 € = 7% di 300.000 € = 21.000 €

… ora avete la riprova che è davvero semplice come vi avevo detto!

leggermente diversi i casi con franchigie a scaglioni, a cui dedicheremo un apposito post in seguito.

Come prendere il più possibile per il proprio danno

Alla base del legittimo desiderio di vedere risarcito al meglio il proprio danno da invalidità permanente non può che esserci una buona costruzione della polizza infortuni.

 

Se ciò che vi interessa più di tutto è ottenere un buon risarcimento, non dovete badare a spese più di tanto: massimali alti per la garanzia i.p. (piuttosto risparmiate sulle diarie!), tabelle Inail e contratto senza franchigia (o almeno accertatevi che questa si riassorba per i danni di una certa entità); come accennato in precedenza, se siete categorie per le quali ha senso chiedere una supervalutazione degli arti superiori o altri tipi di “bonus” non esitate a pagare un po’di più (anche fino a un 30%) se le condizioni vi sembrano favorevoli. Un’altra garanzia veramente interessante che caratterizza le polizze di alcune compagnie è la supervalutazione delle invalidità gravi, indipendentemente dalla professione esercitata (ad es. invalidità superiori al 60% vengono liquidate al 100% o le totali vengono risarcite al 200% del capitale assicurato).

Ricordate il principio base della buona polizza infortuni: copritevi innanzitutto per le cose veramente gravi e solo se vi residuano dei soldi nel budget che vi siete dati pensate alle diarie, per ultima, se proprio volete, valutate la possibilità di inserire l’inabilità temporanea.

Commenti

Lascia un Commento




Chiudi
Invia e-mail