La notizia è nell’aria già da tempo, ma se ne è parlato soprattutto oggi, probabilmente perché tutti abbiamo negli occhi le spaventose immagini del terremoto del 20 maggio 2012, che con epicentro nei pressi di Occhiobello, tra Ferrara e Rovigo: lo Stato potrebbe presto non pagare più lo stato di calamità naturale, delegando al proposito le compagnie di assicurazioni (che ovviamente risarciranno solo chi si sarà premurato di darsi una copertura ad hoc).


Terremoto Kobe 1995

Cos’è lo stato di calamità naturale?

Cerchiamo innanzitutto di dare una definizione di stato di calamità naturale, essenziale per capire di cosa stiamo parlando … a tale proposito ci viene incontro l’art. 1 della legge 8 dicembre 1970 n. 996 secondo cui con questo termine si intende:

 

“l’insorgere di situazioni che comportino grave danno o pericolo di danno alla incolumità delle persone e ai beni e che per la loro natura o estensione debbano essere fronteggiate con interventi tecnici straordinari”.

 

Si comprende dunque come non si tratti solo di terremoto, ma anche di qualsiasi altro evento assuma proporzioni tali da necessitare di speciali profusioni di mezzi e azioni: gli altri casi più comuni sono alluvione, eruzione vulcanica, maremoto.

Definizione di stato di emergenza

Nonostante si faccia spesso confusione c’è differenza tra stato di calamità naturale e di emergenza, questo ultimo è regolato dall’art. 5 della legge 225/92 e rappresenta una possibile conseguenza della calamità stessa, ovvero una grave crisi da fronteggiare con mezzi straordinari.

Lo Stato non pagherà più le calamità naturali

Non ci sono ancora certezze su come si intenderà applicare le nuove regole (intuibili nel decr. legge 59 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 maggio 2012), ma quello che sembra evidente è che lo Stato italiano non ha più intenzione di continuare a chiedere tasse e balzelli straordinari per le catastrofi come il sisma di Ferrara, preferendo delegare al cittadino il compito di “autotassarsi” per questi eventi. La decisione, obiettivamente fastidiosa per coloro i quali  -mi ci metto anche io- apprezzano le forme elementari di assistenzialismo statale, è dovuta ad una ragione tanto semplice quanto dura da accettare, spiegata dal capo della Protezione Civile Franco Gabrielli con parole tristi ed inequivocabili: “Lo Stato non ha le risorse per investire sulle calamità naturali, e i terremotati de L’Aquila sono stati gli ultimi ad usare i soldi destinati a questo genere di eventi” … insomma, l’alternativa all’assicurazione provata sembra essere la tassazione straordinaria, che in questo momento di pressione fiscale già alta si tende ad evitare.

Finirà l’era della sottoassicurazione?

Il fastidioso dovere a procedere privatamente ad assicurarsi contro i terremoti e le calamità naturali in genere riuscirà a risolvere l’atavico problema della sottoassicurazione degli italiani? siamo sicuri che lasciare la facoltà di scegliere a quello che si distingue per essere il popolo civilizzato più sottoassicurato al mondo sia una buona idea o forse sarebbe meglio che il Governo Monti, che già tanto ha tassato, procedesse anche ad inserire una voce di tassazione da destinare ad un fondo pubblico a copertura delle catastrofi? Diciamo questo prendendo per buone le parole di Franco Gabrielli e mettendoci il cuore in pace sul fatto che i soldi siano finiti, ovviamente non abbiamo certezza che il governo Berlusconi abbia effettivamente prosciugato tutte le riserve dopo il sisma dell’Abruzzo … ma onestamente non abbiamo i mezzi tecnici per confutare certe affermazioni.

Stato sprecone con i terremotati?

Altri analisti accusano poi lo Stato italiano di avere adottato negli anni passati un atteggiamento eccessivamente generoso nei confronti dei territori terremotati … attenzione, questo non vuole dire che i cittadini abbiano avuto giusti risarcimenti, anzi possiamo dire tranquillamente che molti italiani colpiti da sisma non hanno, a distanza di anni, ricevuto un giusto indennizzo per quanto hanno sofferto, ma che su alcuni territori sono piovuti miliardi di euro, per lassi di tempo di parecchi anni e anche quando l’emergenza era ormai rientrata, senza che a questo enorme gettito di denaro corrispondesse il benessere della gente (leggi anche “i soldi sono finiti in un buco nero, mangiati da chissà chi”). La speranza del Governo Monti è che passando la palla alle assicurazioni private, tradizionalmente più attente dello Stato nel destinare gli indennizzi, si riducano gli sprechi consentendo una migliore gestione della spesa pubblica.

 

Difficile dare un giudizio sereno su una decisione del genere, decisamente liberista nel pensiero, che certo scontenterà alcune frange del centro sinistra e farà piacere al centro destra (anche se negli ultimi anni anche la sinistra è stata investita da un’”ondata liberista”, vedi decisioni prese da prodi e D’Alema … ma questo non è un blog che si occupi di politica quindi non intendo approfondire l’argomento), ma che di certo segna una sconfitta del welfare made in Italy, nonché di chi ha sempre pagato onestamente tutte le tasse fino all’ultimo centesimo. I terremoti di certo non finiranno oggi di colpire l’Italia … si assicuri chi può.

Commenti

Un commento a “Terremoto: d’ora in poi le assicurazioni sostituiranno lo Stato”

  1. Loretta Bezzi on 31 Maggio 2012 21:46

    Lo Stato lo farà sicuramente. A chi giova? Alle Assicurazioni e alla Stato stesso. Quando si tratta di fare qualcosa per togliere denaro dalle tasche agli italiani e favorire qualcosa e qualcuno lo Stato Italiano c’è sempre. Sono vergognose anche le assicurazioni automobilistiche per i prezzi assicurativi che propongono agli assicurati.

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