Abbiamo già accennato alcuni giorni fa come il decreto riguardante la spending review cancellerà Isvap e Covip per fare posto all’Ivarp, un organo di vigilanza più snello che -secondo i calcoli- consentirà un risparmio del 10% circa rispetto ai due predecessori, con grande sollievo dei contribuenti italiani, che vedranno impegnate le (tante) tasse che pagano in maniera più razionale.

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Come nasce l’idea dell’Ivarp?

Innanzitutto vediamo come è nata l’idea di sostituire Isvap e Covip con Ivarp: la spending review voluta dal governo tecnico di mario Monti è stata più che altro l’occasione per modificare in maniera indolore l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private, che negli ultimi anni è sembrato poco attento su alcuni versanti tra cui:

  • aumenti delle assicurazioni RC Auto
  • discriminazioni territoriali eccessive (specialmente nei confronti di alcune province del Sud Italia)
  • vicenda Fondiaria Sai, con particolare riguardo alla gestione della famiglia Ligresti

quale migliore occasione dunque per fondere un organo tutto sommato efficiente come la Covip ad uno assai più ricco di mancanze come l’Isvap, che se da un lato è sicuramente popolato da tante persone di buona volontà, dall’altro si è dimostrato più di una volta lontano dalle vere esigenze sia dei cittadini che dei mercati.

Covip mette le mani sull’Ivarp

Conseguenza ovvia delle cause sopracitate di questa decisione è che la Covip, istituto assai piccolo rispetto all’Isvap, vedrà i suoi uomini occupare posizioni di comando nella nuova Ivarp, che adotterà una struttura il più snella possibile … ci piace ricordare al proposito che Covip, artefice di risultati notevoli ad esempio sulla riduzione dei costi delle polizze Pip, è una commissione nei cui uffici lavorano in tutto non più di 55 persone, mentre l’Isvap ha un organico di quasi 6 volte maggiore … indubbiamente questo si giustifica in parte con una minore complessità dei compiti (il 90% di ciò che riguarda lo sterminato ambito delle assicurazioni veniva gestito dall’Isvap), ma dobbiamo rendere merito a Covip di essersi comportata in maniera assolutamente buona anche in questo 2012.

Stipendio tagliato per Giannini e Finocchiaro

Una nota positiva non molto sottolineata dai giornali e dalle televisioni è stato il taglio degli stipendi delle due cariche più alte di Isvap e Covip: Giancarlo Giannini e Antonio Finocchiaro diventano di fatto commissari degli entiu che prima presiedevano, con uno stipendio ridotto del 10% rispetto a prima … non ce ne vogliano questi due dirigenti, ma in un momento di crisi economica e finanziaria come questo, una riduzione dei loro magnifici stipendi ci sembra la scelta più equa per provare a destinare in maniera ottimale le poche risorse dello Stato, in questo va dato atto al governo di Mario Monti di avere almeno compiuto un gesto simbolico che non mancherà di suscitare l’apprezzamento da parte dei cittadini.

Come cambierà il RUI?

Gli agenti e i broker hanno sicuramente avuto tutti lo stesso pensiero apprendendo della scomparsa dell’Isvap e del passaggio all’Ivarp: che fine farà il RUI (Registro Unico degli Inermediari)? la soluzione definitiva si avrà nel 2014, quando un apposito organismo subentrerà all’Isvap nella tenuta e redazione di tale registro … nessuna novità insomma né per il 2012 né per il 2013, ma solamente per l’anno successivo, quando ormai il nuovo ente si suppone sarà entrato a pieno regime nelle proprie cariche.

Questo nuovo soggetto di diritto privato, di cui non sappiamo ancora il nome, sarà comunque soggetto al controllo dell’Ivarp, che ne nominerà anche i componenti.

Meglio Isvap o Ivarp?

In molti si stanno domandando se è meglio apssare all’ivarp o sarebbe stato meglio tenersi il vecchio organo di vigilanza per le assicurazioni: sinceramente è difficile prevedere il futuro, ma se pensiamo intanto alla possibilità di risparmiare soldi pubblici (che era poi l’intento principale della spending review voluta da Mario Monti) ed alle mancanze che ha fatto registrare l’Isvap negli ultimi anni, a cominciare dal brutto comportamento lassista avuto con le compagnie che discriminavano gli assicurati virtuosi di Napoli e di altre province d’Italia, possiamo affermare serenamente che provare a cambiare, inserendo nel nuovo istituto anche componenti della Covip, potrebbe sembrare una mossa quantomai azzeccata.

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