La notizia si è abbattuta come una scure nella tarda serata di ieri: l’agenzia Moody’s ha tagliato il rating di 3 delle più importanti compagnie di assicurazioni operanti in Italia, ovvero Unipol, Generali ed Allianz … vediamo le motivazioni e gli effetti di questa decisione.


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Generali, Unipol e Allianz declassate, ma le colpe non sono tutte loro

Declassamenti ormai stabili dunque, nel dettaglio possiamo dire che Allianz SpA passa da A3 ad A1 con outlook negativo, Unipol da Baa2 ad A3 mentre Assicurazioni Generali scende da A1 a Baa1 … ma di chi sarebbero le colpe? Moody’s ci tiene a far sapere che non sono tutte degli istituti assicurativi, in quanto uno dei fattori che ha pesato maggiormente è stato il recente downgrade dell’Italia, che inevitabilmente ha finito con il penalizzare l’affidabilità di alcuni tra i principali istituti economici che ne fanno parte; un’altra causa non perfettamente imputabile alle 3 compagnie è il rischio (più preoccupante di quello legato al sistema Italia) che stanno correndo la Grecia e la Spagna, nazioni nelle quali le assicurazioni hanno interessi ed effettuano investimenti (o quantomeno li hanno effettuati in passato). Altro elemento di preoccupazione per Moody’s sono le elezioni, che si terranno presumibilmente nella primavera del 2013 … il clima di incertezza imminente, esaltato dalle “minacce” di un possibile ritorno di Silvio Berlusconi (che i mercati temono possa distruggere il lavoro fatto da Mario Monti) ha fatto sì che le prospettive delle aziende italiane dovessero essere necessariamente corrette al ribasso, se a ciò aggiungiamo che le prospettive economiche per l’immediato futuro non sono comunque rosee e che nemmeno Mario Monti e il suo governo di tecnici sembrano essere riusciti a fare miracoli, si capisce come questo declassamento non sia più di tanto frutto di cattiva gestione delle aziende interessate, ed è interessante al proposito fare notare come, nonostante queste cause, il rating di Generali sia comunque superiore a quello dello Stato italiano.

Il declassamento interessa anche banche e istituti di vario genere

Il declassamento di ieri sera, oltre che Allianz, Unipol e Assicurazioni Generali, ha interessato anche:

  • Acea (da A2 a A3)
  • Banca Monte Parma (da Baa1 a Baa2)
  • Banca Popolare Friuladria (da Baa1 a Baa2)
  • Carifirenze (da A3 a Baa2)
  • Carige (da Baa2 a Baa3)
  • Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza (da Baa1 a Baa2)
  • Credito Emiliano (da Baa2 a Baa3)
  • Eni (da A2 a A3 con outlook negativo)
  • GE Capital (da Baa1 a Baa2)
  • Intesa Sanpaolo Imi (da A3 a Baa2)
  • Poste Italiane (da A3 a Baa2 con outlook negativo)
  • Terna (da A3 a Baa1)
  • Unicredit (da A3 a Baa2)
  • Unicredit Leasing (da Baa2 a Baa3)

nell’immediato futuro si temono possibili declassamenti anche per Finmeccanica, Snam e Hera … già interessate dal taglio del rating anche diverse regioni: Lazio, Liguria, Lombardia, Sardegna, Sicilia e le città di Milano, Napoli, Bolzano e Trento. Insomma, non solo le assicurazioni hanno visto tagliato il proprio rating dall’agenzia Moody’s, ma a farne le spese sono state soprattutto le banche … i diversi outlook negativi confermano inoltre che la seconda metà del 2012 (e presumibilmente il 2013) non saranno periodi buoni per la nostra economia, il che non farà che aumentare l’incertezza legata alle nostre istituzioni finanziarie.

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