Perché la benzina aumenta?

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In questi giorni di rientro dal ponte di Ferragosto stiamo vendendo continui aumenti del prezzo del carburante, che vanno a sommarsi con quelli già vissuti durante tutto il 2012 e rendono insostenibile per molti fare il pieno … se poi si pensa che questo esborso va a sommarsi agli aumenti delle assicurazioni auto e dei pedaggi autostradali comprendiamo facilmente come l’automobile -dopo essere stata per parecchi anni un veicolo alla portata di quasi tutti- stia tornando gradualmente ad essere un lusso. Ma perché la benzina aumenta continuamente, spesso in maniera scollegata rispetto al prezzo del petrolio greggio al barile? cerchiamo di dare una risposta il più possibile esaustiva in questo post.

Accise sul carburante sempre più frequenti

Uno dei motivi principali per il quali il prezzo del carburante è in aumento è l’aggiunta di accise sempre nuove (senza che quelle vecchie vengano eliminate) … al prezzo vero e proprio occorre dunque aggiungere l’Iva e le accise, spesso poste per venire incontro alle popolazioni afflitte da calamità naturali. Come dicevamo prima non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che ci troviamo a pagare un carburante tassato spesso da “oboli” risalenti a eventi ormai conclusi, ad esempio:

  • la guerra in Abissinia del 1935 (che influisce per 0,001 € al litro)
  • la crisi di Suez del 1956 (0,007 € x litro)
  • il crollo della diga del Vajont del 1963 (0,005 € x litro)
  • l’alluvione di Firenze del 1966 (0,005 € x litro)
  • il terremoto del Belice del 1968 (0,005 € x litro)
  • il terremoto del Friuli del 1956 (0,056 € x litro)
  • il terremoto dell’Irpinia del 1980 (0,039 € x litro)
  • la guerra in Libano del 1983 (0,106 € x litro)
  • la guerra in Bosnia del 1996 (0,011 € x litro)
  • il rinnovo del contratto autoferrotranvieri del 2004 (0,020 € x litro)

a queste ne seguono molte altre legate a eventi più recenti (spesso su base regionale, applicate solo in alcune regioni d’Italia) … va da sè che sommando continui piccoli aumenti si arriva a rincari assai consistenti.

L’andamento del prezzo della benzina alla produzione è ciclico, ma tende a salire

Analizzando il prezzo della benzina alla produzione, scopriamo che questo aumenta continuamente nel corso degli anni, anche se solitamente adotta un trend ciclico, secondo il quale sale per poi ridiscendere, anche se quasi sempre in misura minore rispetto a quanto fosse salito … il risultato è che nel corso dei decenni abbiamo visto i grafici salire in maniera discontinua ma inesorabile. Occorrerebbe poi domandarsi anche perché ciò avviene, ma qua ci si inoltrerebbe in un pensiero assai articolato e spinoso, anche se sappiamo che alla base delle variazioni di prezzo al rialzo ci sono quasi sempre o gli aumenti di tassazione visti sopra o le tensioni politiche e sociali relative ai paesi produttori di petrolio.

Tensioni sociali e revisione dei contratti possono provocare gli aumenti più bruschi

Mentre gli aumenti -ad esempio- dei costi di estrazione del petrolio difficilmente portano a bruschi sbalzi al prezzo del carburante, spesso quando ci si chiede perché la benzina aumenta dobbiamo andare a vedere sia le tensioni dei Paesi che lo producono (es. il rischio di una guerra civile spesso basta a far schizzare in alto le tariffe) sia la rivisitazione dei contratti in essere tra un paese che produce petrolio ed un altro che lo importa. Siccome l’Italia pur estraendo petrolio in Basilicata ed in altre zone del Paese non è assolutamente autosufficiente da questo punto di vista, spesso è costretta a rimettersi nelle mani di interlocutori con i quali non è facile trattare … pensiamo ad esempio alla Libia del dopo Gheddafi, assolutamente intenzionata a rivedere i contratti … l’Eni (Ente Nazionale Idrocarburi) ha già assicurato che non verranno toccati quelli riguardanti petrolio e gas naturale … ci sarà da crederci sul serio?

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