La Legge Bersani va cambiata nel 2013

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Alla luce delle evidenti perplessità circa l’utilità delle nuove leggi sulle assicurazioni ci sentiamo di dichiarare che occorrerebbero nuovi interventi correttivi. La cosa migliore sarebbe un calmiere sui prezzi, specialmente nelle province in cui le tariffe sono fuori controllo ma -si sa- le leggi vigenti non permettono di imporre certi limiti all’autonomia privata, percui si dovrebbe partire da una riforma del bonus malus, compresa larivisitazione della Legge Bersani già nel 2013.


2013 legge in vigore

La Legge Bersani non fa i conti con i bilanci

Perché parliamo di mettere mano alla Legge Bersani nel 2013? non stiamo dicendo che non debba continuare ad essere in vigore (l’idea è sicuramente buona), al contrario bisognerebbe aumentarne l’efficacia, e questo si può fare solamente ad una condizione, ovvero ammettendo la verità:

una compagnia che guadagnava 100 (numero a caso) prima dell’avvento della Legge Bersani, l’anno dopo vuole comunque guadagnare almeno 100, ma forse anche 110 

vale a dire che se da un lato questo provvedimento ci dà l’impressione di risparmiare quando anzi che partire dalla CU14 riusciamo a subentrare in una classe di merito bassa, nella globalità le polizze continueranno a costare tanto uguale o -più probabilmente- ancora di più  … se poi a questo aggiungiamo che solitamente le persone rimangono assicurate per anni o addirittura decenni, capiremo bene come il vantaggio dato da una classe di merito più bassa verrà presto vanificato dal fatto che pagheremo questa come avremmo pagato una CU più alta prima dell’avvento della legge.

La Legge Bersani nel 2013 potrebbe essere rivisitata?

Non vogliamo parlare di politica, ma ci limiteremo a dire che se il PD dovesse vincere le elezioni a marzo (o aprile? o maggio?) 2013 lo stesso Bersani o chi per lui sarebbe nella condizione ideale per apportare dei correttivi alla regola … se dovesse vincere un altro schieramento, purché ci sia la volontà, si potrebbero comunque valutare varianti o addirittura nuove leggi a riguardo. La domanda che occorrerebbe porsi a questo punto è: se lo stato non può decidere i prezzi, come si può agire?

Innanzitutto con un’attenta attività di vigilanza che, qualora dovesse appurare che alcuni prezzi sono oggettivamente slegati dalla base statistica e legati al puro desiderio delle compagnie assicurative di aumentare i propri profitti, dovrebbe porre un freno; nel 2013 l’Ivass sostituirà l’Isvap come organo di vigilanza, vediamo se saprà fare di meglio nel contrastare questi fenomeni.

C’è poi da dire che la Legge Bersani nel 2013 dovrà necessariamente andare di pari passo con una riforma del bonus malus, poiché apportare troppi correttivi a valle senza correggere il difetto a monte non può che portare magri risultati in rapporto allo sforzo profuso: forse qualche merito in più al momento di rinnovare l’assicurazione dovrebbe essere attribuito ai virtuosi (ovvero coloro che non hanno sinistri segnati sull’attestato di rischio) mentre chi ha ereditato una classe 1 senza avere mai guidato una vettura dovrebbe forse rassegnarsi a pagare un po’di più, in modo da reinstaurare una vera meritocrazia al volante e non dare più alcun appiglio alle compagnie di assicurazioni per giustificare i loro continui aumenti.

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