Le polizze vita sono una truffa?

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Oggi parliamo di un argomento spinoso, sul quale ci sentiamo tuttavia di dovere offrire le dovute precisazioni: in molti, anche tra i lettori di questo blog, ci segnalate di avere subito truffe da parte di compagnie assicurative che vi hanno fatto sottoscrivere polizze vita non conformi alle vostre attese.

Cerchiamo di capire come difenderci da quelle che tendiamo a chiamare truffe ma che -in realtà- spesso sono semplicemente il risultato della poca chiarezza del venditore e della scarsa voglia di leggere le note informative dei contraenti.

Nessun prodotto è una truffa, se si leggono le note informative

Partiamo da un presupposto: nessuna compagnia di assicurazioni è così stupida da concepire una polizza vita che è una truffa in sé … a parte che verrebbe rapidamente ritirata dal commercio (anzi, l’Ivass nel bloccherebbe l’uscita e non arriverebbe nelle mani dei consulenti) il passaparola distruggerebbe la credibilità dell’azienda. I prodotti vita solitamente nascono con un intento ben preciso, che non è mai quello di arricchire il cliente (fondamentalmente nemmeno i biglietti della lotteria nascono con questo fine, immaginatevi le assicurazioni!), sta al cliente acquistare un’assicurazione vita quando risponde esattamente ai propri requisiti (es. accumulo di capitale, tutela ecc.), così come sta al consulente non spacciare le polizze vita per ciò che non sono, ovvero mezzi per ottenere guadagni facili.

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Leggere la nota informativa è la prima arma di difesa

Spesso quando parliamo di polizze vita emerge che chi dice che si tratta di una truffa in realtà ha un’idea del prodotto completamente diversa dalla realtà: questo perché non ha mai letto la nota informativa e in alcuni casi nemmeno i prospetti di rendimento!

Se da un lato auspichiamo che i consulenti siano trasparenti nel rispondere alle domande dei clienti (tanto quelli di Ina Assitalia e Alleanza, i più “colpevolizzati” tanto quelli di Generali, Allianz, Fondiaria Sai, Unipol e chiunque altro, non vogliamo fare differenze in un caso del genere!) dall’altro esigiamo che pure l’acquirente si prenda le proprie responsabilità: se acquistate una casa o un’automobile senza averla vista e non è come ve l’aspettavate vi prendete una fetta di responsabilità, probabilmente, e così dovrebbe essere anche per le assicurazioni.

Comprendiamo perfettamente che non per tutti la lettura di una nota informativa sia un lavoro semplice, per quanto esse siano relativamente chiare nell’esposizione qualcosa può sempre sfuggire a chi non si è mai dedicato a questo genere di letture, in tal caso il consiglio è quello di rivolgersi a persone di vostra fiducia: non abbiate paura a chiedere al vostro commercialista, consluente del lavoro, figlio, nipote o vicino di casa un passaggio che non avete compreso, sia perché non c’è nulla di male sia perché è rischioso firmare ciò che non si comprende. Spesso sentiamo lamentele riguardo al riscatto di una polizza vita, salvo poi scoprire che il cliente vorrebbe ritirare al secondo anno e sulla nota informativa c’è scritto, evidenziato in grassetto, che questa operazione non è possibile prima dei tre anni … che dire, in un caso del genere dare la colpa alla compagnia assicurativa è quantomeno eccessivo.

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