Solvency II – cos’è e come funziona

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Chi lavora nel mondo delle assicurazioni quasi sicuramente ha già sentito parlare della Direttiva 2009/138/CE (meglio conosciuta come Solvency II), ovvero la legge destinata ad estendere la normativa di Basilea II non solo alle banche, ma anche alle compagnie assicurative. Vediamo cos’è e come funziona questa direttiva (che come vedremo si basa su tre pilastri), in modo da avere le idee più chiare su come sarà il futuro delle assicurazioni in Europa.

Cos’è Solvency II

Questa normativa ha una storia che affonda fin negli anni ’60, quando iniziarono i primi studi che portarono ai lavori per la direttiva conosciuta come Solvency 0 (per intenderci quella che introdusse il concetto di margine minimo di solvibilità); nel 2002 si giunse a uno sviluppo ulteriore (cd. Solvency I), che puntò ad allargare gli orizzonti di questo genere di direttive comunitarie, fino ad arrivare ai giorni nostri, con la riforma che stiamo andando a conoscere, destinata a stravolgere non solo le metodologie di calcolo dei requisiti patrimoniali di un’azienda assicurativa, ma tutto il suo rapporto con il cosiddetto “sistema di vigilanza prudenziale”. Possiamo dunque affermare che Solvency II è una serie di regole imposte allo scopo di migliorare la sicurezza delle imprese di assicurazione, oggi più che mai bisognose di essere monitorate da vicino e giudicate secondo parametri il più possibile oggettivi.

A cosa serve Solvency II

La vera utilità della Direttiva 2009/138/CE è comprensibile se si considera che il mercato assicurativo negli ultimi anni è stato interessato da:

  • spinte alla liberalizzazione (maggiore concorrenza)
  • maggiori esigenze da parte di consumatori e azionisti
  • calo dei proventi finanziari
  • maggiore volatilità dei mercati

il nuovo insieme di regole dovrebbe dunque portare a raggiungere i seguenti traguardi:

  • maggiore competitività delle assicurazioni europee
  • migliore gestione dei rischi
  • armonizzazione tra diverse realtà
  • volontà di creare un mercato unico assicurativo europeo

solvency II

I 3 pilastri di Solvency II

Come abbiamo detto sopra questa direttiva è caratterizzata da una struttura basata su tre pilastri, che andiamo di seguito ad analizzare:

1-Requisiti finanziari minimi a copertura dei rischi

Si punta a coprire tre tipi di rischio:

  • rischio di mercato
  • rischio di credito
  • rischio operativo

nonché tipologie di rischio secondarie ma comunque importanti, come quello di reputazione, quello di concentrazione del credito e i rischi strategici. Ai fini di assolvere quanto scritto nel primo pilastro sarà opportuno porre particolare attenzione a valutazione degli attivi, riserve tecniche e requisiti di capitale.

2-Governance e Risk Management

Nel secondo pilastro è previsto l’obbligo per le assicurazioni di provvedere a un sistema interno e integrato di risk management, per capire se si è davvero in grado di fare fronte a determinati rischi; vengono anche definite le attività di controllo delle autorità di vigilanza; il motivo principale per il quale è stato introdotto il secondo pilastro in Solvency II è che non tutti i rischi sono adeguatamente verificabili tramite il rispetto di quanto richiesto nel primo pilastro della direttiva.

3-Regole di trasparenza per il rafforzamento del mercato

Il terzo pilastro detta le regole relative alla trasparenza, sia verso le autorità di vigilanza che verso i mercati. Si cerca di tutelare allo stesso tempo gli azionisti dell’impresa sia i consumatori che acquistano i prodotti assicurativi. Diversamente dai primi due, questo pilastro mira non tanto a controllare le compagnie di assicurazioni, quanto piuttosto a renderle “comprensibili” agli occhi di chi ha interesse a valutarne la solvibilità.

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1 commento

  1. Finalmente qualcosa si muove nel verso giusto! Era ora che sviluppassero una normativa che migliori la sicurezza delle assicurazioni.

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