Si chiama Health Pact la app con cui ha stretto un accordo Generali Assicurazioni per controllare la salute e concedere eventualmente sconti a chi volesse stipulare una assicurazione sanitaria. Vediamo di scoprire qualcosa di più su questa applicazione, la cui idea è stata importata dagli Stati Uniti d’America e che è già sbarcata sugli store virtuali in Europa.

Pact

Come funziona la app Pact

Il funzionamento della app Pact è piuttosto semplice: viene stipulato settimanalmente un patto tra noi e il programma, in cui ci impegniamo ad esempio a svolgere regolarmente un esercizio fisico o a mangiare meglio, dopodiché possiamo controllare il nostro grado di progresso per vedere se siamo o meno vicini a raggiungere l’obiettivo, che nel caso venisse centrato ci dà diritto a una ricompensa. Negli Stati Uniti applicazioni simili consentono un risparmio anche notevole sulle polizze sanitarie, da lì l’idea di Generali di fare qualcosa del genere anche in Europa: al momento il gruppo di Mogliano Veneto è partito dalla Germania, ma c’è da scommettere che prima o poi questa iniziativa approderà anche in Italia. Per la cronaca Pact al momento è utilizzata in prevalenza nei Paesi anglosassoni, gli utilizzatori più affezionati sono gli americani, con oltre 3 milioni e mezzo di attività completate complessivamente, seguono gli inglesi e i canadesi.

Problemi di privacy

Se da un lato l’ad di Generali Mario Greco si è detto soddisfatto di questa joint venture con la app Pact, dicendo che uno stile di vita sano abbasserà le tariffe delle assicurazioni sanitarie del proprio parco clienti; dal lato opposto in Germania le associazioni a difesa dei consumatori stanno già protestando perché se da un lato è vero che potrebbero esserci occasioni di risparmio, dall’altro i cittadini rischiano di vedere lesa la propria privacy, con il rischio che una compagnia assicurativa, nel caso venisse a conoscere lo stato di salute del cliente o anche solo semplicemente le proprie abitudini alimentari e di vita, potrebbe rifiutarsi di assumere il rischio oppure assumerlo a condizioni svantaggiose. Insomma, il progetto di Mario Greco di ridisegnare e modernizzare Generali sta andando avanti, secondo alcuni non è questa la direzione da perseguire, ma solo il tempo ci darà risposte concrete e definitive.

Il fenomeno delle assicurazioni false sembra purtroppo inarrestabile nonostante le contromisure e i controlli che vengono quotidianamente effettuati dagli organi di vigilanza: Ivass comunica oggi che sono state segnalate RC Auto fasulle recanti il marchio Great Lakes Reinsurance (UK) PLC, vediamo di capire qualcosa in più di questa vicenda.

Great Lakes assicurazioni

Great Lakes esiste veramente

Ivass precisa doverosamente che Great Lakes Riassicurazioni esiste veramente, ed è anche regolarmente abilitata ad operare in Italia in regime di libera prestazione di servizi, ma non esistono tagliandi recanti tale marchio poiché essi stessi hanno comunicato di intervenire nel ramo RC Auto esclusivamente in qualità di coassicurazione. Doveroso specificare che la vera compagnia è estranea alla truffa, anzi si può dire che ne sia vittima poiché qualcuno ne ha utilizzato indebitamente il nome.

Come difendersi dalle truffe

Ivass non perde occasione di ricordare ai clienti delle assicurazioni come difendersi dai finti tagliandi RC Auto, ovvero controllando quali siano le imprese abilitate ad operare in Italia, specificamente nel ramo RC Auto, consultando elenchi e notizie come questa, relative a falsi contrassegni, controllando infine che l’intermediario che ci sta vendendo la polizza sia anch’esso autorizzato.

Il tagliando elettronico sembra finalmente alle porte (noi ne parliamo già da anni, come dimostra il link!), riuscirà a contrastare finalmente il fenomeno delle assicurazioni contraffatte?

Negli ultimi giorni l’Ivass (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni) ha prodotto ben tre documenti riguardanti i comparatori di assicurazioni, messi sotto la lente d’ingrandimento a causa principalmente di conflitti di interessi e vendita di garanzie aggiuntive non richieste. Vediamo nel dettaglio cosa dice l’istituto di vigilanza a seguito dei risultati dell’indagine da esso condotta, e quali sono i consigli per non essere sprovveduti quando ci si trova davanti a un pc alla ricerca dell’RC Auto più conveniente (premettiamo che l’indagine ha interessato solo 6 comparatori tra i principali, ovvero Chiarezza.it, Comparameglio.it, Facile.it, Segugio.it, 6Sicuro.it, Supermoney.it).

Comparatori assicurazioni

Poche compagnie per i profili di rischio sfavorevoli

Un problema dei comparatori di assicurazioni riguarda i profili di rischio sfavorevoli, che ricevono un trattamento impari rispetto a quelli virtuosi: c’è il sospetto che alcune compagnie non gradiscano comparire sul web in caso di territori ad essi sgraditi (emblematico il caso delle province di Napoli e Caserta), o per particolari fasce di età (specialmente i neopatentati, categoria da tutelare della quale abbiamo già parlato più volte).

Comparazione non imparziale

Altro dato grave emerso è che (ad eccezione di un sito -non menzionato- che ricorre a uno studio esterno) i comparatori RC Auto non offrono un elenco delle compagnie dalla più conveniente alla più cara, ma tendono a privilegiare alla vista del cliente quelle con le quali hanno stretto accordi commerciali più favorevoli, un comportamento in totale antitesi con lo spirito con il quale questi strumenti di risparmio sono stati creati.

Abbinamento automatico di garanzie aggiuntive

Che al momento dell’acquisto di una polizza vengano proposte garanzie aggiuntive è perfettamente normale, ma che questo avvenga in automatico secondo il parere dell’Ivass è un comportamento sgradito e da correggere, poiché potrebbe indurre il cliente all’acquisto di qualcosa che in condizioni normali non avrebbe acquistato.

Promesse di risparmio non corrette

Anche in questo caso non si contesta il fatto in sé, ovvero che i comparatori assicurativi si pubblicizzino anche tramite slogan, ma una sfumatura che anche a nostro avviso andrebbe corretta: con la sola eccezione di Chiarezza.it che ha una frase di presentazione imparziale e corretta, gli altri promettono risparmi che non si sa bene come siano quantificati, da 6Sicuro che recita “risparmia fino a 800 euro” a Supermoney “polizze a partire da 181 €”, a Comparameglio “risparmia fino al 50%”.

Privacy e trasparenza

Gli ultimi dubbi dell’Ivass sono di natura più tecnica e riguardano il metodo di raccolta dei consensi (spesso raggruppati in un’unica spunta con la quale si accettano più elementi indistintamente).

Entro la fine di gennaio 2015 l’Ivass ha chiesto una serie di adeguamenti e migliorie che i portali di comparazione online dovranno mettere in atto per risultare ancora in regola, il nostro blog come sempre vi terrà aggiornati e tornerà sulla questione tra un paio di mesi, nel frattempo chi volesse raccontare le proprie esperienze, o fornire giudizi, opinioni o recensioni può farlo utilizzando l’apposita area commenti qua sotto.

Pagina successiva →

Chiudi
Invia e-mail