Si è fatto un gran parlare degli stress test alle banche i cui risultati sono usciti la scorsa settimana, ma già sono pronti quelli per le compagnie assicurative, che inizieranno nei prossimi giorni e i cui risultati saranno resi noti solamente a inizio dicembre.

Stress test assicurazioni

A rischio le compagnie più piccole

La sensazione diffusa tra gli specialisti del settore è che gli stress test alle assicurazioni potrebbero colpire specialmente le compagnie di dimensioni più ridotte, che hanno minore reattività davanti al profilarsi di scenari pessimistici rispetto alle cosiddette big, non è il caso tuttavia di creare facili allarmismi, poiché al momento non ci sono sospetti fondati sul fatto che si possa scoprire qualcosa di veramente grave che non fosse già noto sulle compagnie italiane.

Competitività ritrovata

Rispetto ad alcuni anni fa, durante i quali anche nelle pagine di questo blog si metteva in risalto come il mercato assicurativo necessitasse di maggiore competitività, il tasso di fedeltà degli assicurati è talmente calato negli ultimi tempi che il mercato delle polizze RC Auto si sta lentamente riassestando, si trovano preventivi convenienti con maggiore facilità rispetto a un tempo e sempre più spesso i clienti sono consapevoli delle possibilità che offre loro il mercato. Questo fenomeno, che non mancherà di influenzare gli stress test sulle assicurazioni, si andrà a sommare con la voglia sempre maggiore di responsabilità civili non auto, su cui molte compagnie assicurative -ma non tutte- si stanno concentrando.

Eipoa includerà il rischio tassi bassi

Eipoa (European Insurance and Occupational Pensions Authority) che è l’ente incaricato di svolgere gli stress test alle compagnie di assicurazione ha dichiarato l’intenzione di includere in queste prove un’analisi del rischio sui bassi tassi di interesse, elemento di sicuro interesse per definire il futuro di molte compagnie.

Ottimismo per le assicurazioni italiane

Come abbiamo preannunciato anche se i risultati degli stress test verranno resi noti solamente a dicembre il presidente Ania Aldo Minucci si è già sbilanciato sull’ottimismo che emerga la solidità delle compagnie assicurative italiane rispetto a molte concorrenti estere … insomma, per una volta le prove a cui ci sottopone l’Unione Europea si pensa andranno a nostro favore, noi come sempre ci ripromettiamo di tenervi informati tra un paio di mesi sugli esiti di tali prove, per vedere se queste speranze saranno confermate oppure smentite.

Nel mondo delle assicurazioni RC Auto e dell’automobile in genere si sta parlando da alcuni giorni della nuova norma del Codice della Strada che introduce dal 3 novembre l’obbligo di indicare il nome di chi guida un mezzo a motore per almeno 30 giorni sul libretto di circolazione. Sebbene la norma sia stata pensata esplicitamente per le flotte aziendali, non ha mancato di generare dubbi anche nella gente comune, noi cerchiamo di fare un po’di chiarezza, sgombrando il campo dai dubbi più evidenti.

Libretto auto

Cosa succede se non registriamo il guidatore abituale?

Il primo dubbio che chiariremo è forse il più scontato tra tutti: cosa succede se non registriamo il guidatore abituale sul libretto? La sanzione è piuttosto pesante: 705 € di multa e il ritiro della carta di circolazione (che equivale di fatto a un fermo del veicolo), la norma non è retroattiva, anche se chi lo vuole può comunque già effettuare la registrazione.

Cosa succede se presto l’auto a un familiare?

A causa del testo di legge poco chiaro si è diffuso per alcuni giorni il panico nelle famiglie italiane, nelle quali per ovvi motivi è normale che il proprietario dell’auto la presti a mariti, mogli, figli ecc. niente paura, i familiari conviventi sono esentati da questo obbligo, percui non sarà necessario segnalarli come guidatori del mezzo per almeno 30 giorni (del resto come abbiamo premesso la ratio della norma è avere maggiore chiarezza riguardo ai mezzi aziendali, non certo impedirci di prestare la nostra auto a chi vive in casa con noi!).

Come viene aggiornato il libretto?

Il terzo dubbio più frequente riguarda la modalità con la quale la Motorizzazione Civile decreterà che abbiamo fatto le cose a norma di legge: il nome di chi guida verrà annotato sul libretto grazie a un tagliando adesivo, esattamente come si fa in caso di passaggio di proprietà. Attenzione: molti siti e blog di informazione scandalistica sono stati poco chiari e hanno generato -come spesso accade- informazione falsa allo scopo di raccogliere condivisioni su Facebook e sugli altri social network: il tagliando che dovrete applicare sulla carta di circolazione non è un passaggio di proprietà, e ci mancherebbe, aggiungeremmo noi! indica né più né meno che quello che richiede la norma di legge, ovvero recare il nome dell’utilizzatore abituale del mezzo, in modo che in caso di controllo patente e libretto abbiano intestazioni che coincidano il più spesso possibile.

Quanto costa segnare il guidatore sul libretto?

Dal punto di vista economico la domanda non può che essere: quanti soldi devo spendere per aggiornare il libretto di circolazione? in questo caso essere particolarmente precisi è difficile, ma attualmente sembra che si parli di 9 € di diritti di motorizzazione e 16 € di imposta di bollo (che non dovranno essere corrisposti in caso di veicolo a noleggio a lungo termine), la cifra oscilla dunque tra 9 e 25 euro, un costo non irrisorio ma nemmeno fuori misura per chi abbia necessità di mettersi in regola.

Come sempre ci impegniamo ad integrare questa notizia, di rilevanza non solo per il settore delle assicurazioni RC Auto, con nuovi articoli a riguardo che esaminino meglio le altre sfumature della legge in arrivo, nel frattempo chi avesse osservazioni o desiderasse informazioni o chiarimenti ulteriori può scriverci come sempre utilizzando l’apposita area commenti sottostante.

Negli ultimi tempi si è diffusa la moda dei droni: per lavoro o per diletto in Italia sempre più persone acquistano uno di questi marchingegni volanti in grado di effettuare riprese e scattare fotografie spettacolari, va da sé che ci si è dovuti porre il problema di come assicurarli, e da alcuni mesi le compagnie assicurative si sono mosse, anche grazie all’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) che ha richiesto tali coperture per le persone che utilizzano queste apparecchiature a pilotaggio remoto: vediamo dunque come sarà l’assicurazione RC drone, che verrà presentata il prossimo 12 novembre a Roma in occasione di un ciclo di conferenze sulle applicazioni di questi oggetti in Italia, durante l’incontro “Droni, volare sicuri. Nuove polizze assicurative e nuove norme di sicurezza del volo”.

Drone

Assicurare il drone è già possibile

Sebbene la presentazione debba ancora avvenire, assicurare il proprio drone è già possibile anche in Italia, normalmente tramite broker, da aprile infatti è legale anche l’uso professionale di tali apparecchiature, così che è stato finalmente possibile studiare coperture ad hoc che non siano l’RC del capofamiglia. Il costo dell’assicurazione RC drone ovviamente è variabile a seconda delle categorie di rischio, anche se quelle che abbiamo avuto la possibilità di visualizzare partono da circa 1.000 €. Se fino a qualche mese fa dunque le compagnie assicurative si rifiutavano di sviluppare tali polizze (anche per mancanza di statistiche sulla sinistrosità). Il consiglio che possiamo darvi? se siete dei professionisti è sicuramente quello di scegliere una copertura pensata appositamente per i professionisti dotati di partita Iva, presupponendo che chi fa un uso professionale di tali mezzi negli anni sarà una nicchia che creerà meno incidenti rispetto agli amatori, in un certo senso assimilabili ai cosiddetti “guidatori della domenica”, ovviamente con tutte le eccezioni del caso.

L’assicurazione RC drone sarà obbligatoria

Stando a quanto affermato dal dirigente Enac Carmine Cifaldi la polizza assicurativa per il drone sarà obbligatoria, anche se questo sta generando una certa confusione, poiché pare che anche chi si è già assicurato a questo punto dovrà stipulare una nuova polizza nel caso quella precedente non dovesse essere confacente al regolamento emanato a seguito della dichiarazione di obbligatorietà.

In arrivo polizze per chi produce i droni

L’altra grande novità in arrivo, per la tranquillità di chi i droni non li pilota ma li produce, è lo studio di coperture assicurative apposite per i fabbricatori, che ovviamente all’aumentare della diffusione di questi dispositivi a controllo remoto (e ovviamente all’aumentare degli incidenti degli stessi) vengono sempre più spesso chiamati in causa per eventuali risarcimenti.

Come sempre il nostro blog non mancherà di tenervi informati sulle novità del settore successive al 12 novembre, nel frattempo chi avesse domande o volesse fornire il proprio contributo può scriverci utilizzando l’apposita area commenti sottostante.

Pagina successiva →

Chiudi
Invia e-mail