L’elenco dei rami assicurativi danni è la classificazione fondamentale da cui si parte per individuare il tipo di copertura che offre un contratto di assicurazione.
Il Codice delle Assicurazioni, all’art. 2, effettua già la distinzione tra ramo danni e ramo vita.
Innanzitutto diamo la definizione di ramo come un insieme omogeneo di rischi.
L’elenco dei rami assicurativi danni è il seguente, e comprende tutte quelle polizze atte a tutelare il patrimonio da eventi futuri, incerti ed economicamente dannosi che possono accadere:

  • infortuni
  • malattia
  • corpi di veicoli terrestri (esclusi quelli ferroviari)
  • corpi di veicoli ferroviari
  • corpi di veicoli aerei
  • corpi di veicoli marittimi, lacustri e fluviali
  • merci trasportate
  • incendio
  • altri danni ai beni (ciò che non è compreso nell’incendio)
  • responsabilità civile veicoli terrestri
  • responsabilità civile aeromobili
  • responsabilità civile veicoli marittimi, lacustri e fluviali
  • responsabilità civile generale
  • credito
  • cauzione
  • perdite pecuniarie
  • tutela legale
  • assistenza

Questo elenco dei rami assicurativi danni è completo di tutte le coperture possibili per persone o cose ed è tuttora la classificazione più usata per definire le assicurazioni. Ovviamente non tutti gli agenti o broker sono esperti di ogni ramo, specialmente alcuni più specifici vengono trattati solamente da pochi specialisti (pensiamo ad esempio alle assicurazioni corpi veicoli ferroviari), altri vengono emessi quotidianamente da quasi tutti i professionisti delle assicurazioni (vedi infortuni o responsabilità civile veicoli terrestri), fatto sta che questo elenco è la base imprescindibile per chi si avvicinasse al mondo delle assicurazioni!

 Terremoto Kobe 1995

 

Esistono assicurazioni che coprono i danni da terremoto? Negli ultimi giorni questa è una domanda che mi è stata posta abbastanza spesso.

 

Le assicurazioni che coprono il terremoto esistono, ma (in maniera apparentemente paradossale) difficilmente vengono stipulate nelle zone ad elevatissimo rischio sismico. In realtà nelle zone più pericolose anche le associazioni di consumatori sono d’accordo con le assicurazioni che una copertura assicurativa apposita per i terremoti sarebbe un onere piuttosto pesante che non risolverebbe molti problemi … diverse compagnie, tra cui i prestigiosi Lloyd’s di Londra per alcune zone d’Italia accettano invece di accollarsi il rischio del sisma, pur a prezzi che personalmente non ritengo troppo convenienti (per esempio assicurare con la all risk incendio 150.000 € di fabbricato e 15.000 € di contenuto a Milano costa circa 150 € più fattura -e i risarcimenti sono gravati da una pesante franchigia di 10.000 €- e sappiamo tutti come Milano non sia propriamente deputata a terremoti devastanti).

 

La definizione di terremoto che offrono i Lloyd’s of London è la seguente: un sommovimento brusco e repentino della crosta terrestre dovuto a cause endogene … inoltre per sinistro da terremoto si intende l’effetto di fenomeno tellurico e del suo proseguimento limitatamente alle 72 ore successive all’evento che ha dato luogo al sinistro indennizzabile. Insomma, una garanzia fortunatamente poco utilizzabile, che secondo me oltretutto va a scontrarsi con il fatto che normalmente le case terremotate dovrebbero essere risarcite dallo Stato trattandosi indubbiamente di calamità naturale.

 

In definitiva la risposta alla domanda “E’ possibile assicurarsi contro i terremoti?” la risposta è: sì, ma non tutte le compagnie vogliono farlo, quelle che lo fanno non è detto che assicurino qualsiasi abitazione o area e sta a voi giudicare se ritenete conveniente il premio da pagare.

 

Discorso più o meno analogo vale per altri tipi di calamità naturali come alluvioni, inondazioni eccetera … ovviamente dopo i recenti eventi in Giappone (ed ancora con lo spettro del terremoto de L’Aquila negli occhi) le nostre paure sono tutte concentrate sui terremoti, ma personalmente mi concentrerei prima su altre garanzie!

Sapere quanto tempo prima devo disdire una polizza, R.C. Auto o non R.C. Auto, è relativamente semplice. Ci siamo già occupati di queste tempistiche in un post precedente, raggiungibile a questo indirizzo, ma mi giungono domande tali per cui devo creare un’appendice di precisazione puntualizzando alcune informazioni che, per brevità, non avevo esposto.

Innanzitutto chiariamo che le informazioni riportate nel post linkato sopra sono valide per tutte le compagnie … mi rendo conto che la diffidenza verso l’universo di leggi del panorama italiano sia forte, ma i tempi di disdetta non si differenziano a seconda delle compagnie assicurative, percui alle domande “quanto tempo prima devo disdire una polizza Fondiaria Sai, Ina Assitalia, Unipol, Generali” o quant’altro, la risposta sarà sempre la stessa:

tempistica di 15 giorni rispetto alla data di scadenza indicata sulla polizza per le assicurazioni R.C. Auto; nessun obbligo di preavviso in caso di variazioni tariffarie (escluse quelle connesse al normale sviluppo delle regole evolutive -che equivale a: se a seguito di sinistro da voi causato salite di due classi e vi aumenta l’assicurazione è normale!-) superiori al tasso programmato di inflazione (reperibile sul sito del Dipartimento del Tesoro);

tempistica di 60 giorni per le polizze danni non auto (es. polizza infortuni, sanitaria, casa, capofamiglia ecc.).

Un’altra domanda ricorrente alla quale è bene dare una risposta chiara (anche per le conseguenze che un simile gesto può portare) è: posso disdire la mia polizza di assicurazione durante il periodo di comporto (o di tolleranza)? La risposta è No: visto e considerato che la compagnia di assicurazione può anche decidere di non richiedere il premio nonostante la mancata disdetta occorre considerare che cambiare polizza (o anche semplicemente inviare la disdetta) fa perdere il diritto al periodo di comporto, e che la polizza senza tacito rinnovo non ha periodo di comporto (a meno che non sia esplicitamente concesso nelle condizioni di polizza). Visto e considerato tutto questo ne consegue che cambiando polizza assicurativa si finisce col perdere sempre il diritto al periodo di comporto ritengo una scelta poco avveduta in assenza di apposite dichiarazioni (come quelle che si firmano al momento della sospensione di una polizza assicurativa) interrompere la copertura.

Con riguardo alle compagnie assicurative che chiedono periodi di disdetta più lunghi rispetto a quelli dettati dalla legge (es. 30 giorni per le polizze R.C. Auto) la legge appare piuttosto chiara in proposito, fissato il termine dei 15 giorni si ritiene che un termine più lungo non sia applicabile (l’art. 172 del Codice delle Assicurazioni - Diritto di recesso precisa che “Le disposizioni del presente articolo sono derogabili esclusivamente in senso più favorevole al contraente”.

In caso di mancato invio dell’attestato di rischio entro 30 giorni dalla data di scadenza indicata in polizza si ritiene che il tempo utile per dare la disdetta sia il giorno della scadenza della polizza assicurativa (ma mi riservo di dubitare riguardo alla semplicità di dimostrare il mancato invio di detto attestato di rischio).

La disdetta di una polizza auto può essere inviata sia con raccomandata A/R sia tramite telefax, conservando le debite ricevute, mentre per disdire una polizza danni non auto è assolutamente preferibile utilizzare come sistema la raccomandata A/R. Preciso che sono da evitare due modalità di disdetta molto utilizzate nella pratica ma non regolari, ovvero la telefonata all’agente di assicurazioni (non dico che questo farà orecchie da mercante perché confido nella loro buona fede, però, posto che una dimenticanza nella vita è sempre possibile, rimarrete senza alcuna prova della disdetta) e la disdetta sottoscritta in agenzia (è un metodo assai più sicuro della telefonata, ma che non viene riconosciuto come valido, neppure in caso vi portiate a casa una copia controfirmata dall’agente).

Infine una nota riguardante non la legge bensì la prassi: indipendentemente dall’obbligo di disdetta è comunque buona educazione avvertire il vostro agente assicurativo (monomandatario o plurimandatario che sia) della vostra decisione di non rinnovare … in questo caso non essendoci un obbligo non occorre necessariamente farlo con 15 o 60 giorni di preavviso e basta una semplice telefonata o un salto in agenzia!

Probabilmente l’argomento del tempo di preavviso sulla disdetta dell’assicurazione andrà riaffrontato nel tempo, come al solito intanto potrete contattarmi per qualsiasi dubbio sulle pagine di Assicuri blog!

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