Il Cresci Italia che verrà varato dal governo tecnico di Mario Monti dovrebbe (potrebbe?) garantire una piena ripresa economica, sempre che il Salva Italia riesca a scongiurare il rischio default della nostra nazione. Le misure del pacchetto sono molteplici, analizzeremo sia il settore assicurazioni (che rappresenta il “core business” del nostro blog) ma anche gli altri punti nodali della manovra, che sono tutti correlati tra loro, in modo da riuscire a creare un circolo virtuoso chiamato a portarci fuori dalla crisi.

Corrado Passera

Cos’è il Cresci Italia?

Il pacchetto Cresci Italia è di fatto la fase 2 della manovra Monti: dopo avere pianto lacrime amare a seguito del cosiddetto pacchetto “Salva Italia” il presidente del consiglio ha rassicurato gli italiani che non ci saranno nuove tasse, poiché i conti pubblici sono stati messi in sicurezza: è ora dunque di voltare pagina, e guardare alla crescita economica con provvedimenti adatti a promuoverla.

Equità come leva per la crescita

Una delle poche cose che abbiamo capito finora del Cresci Italia è che la leva per la ripresa economica dovrà essere l’equità: meno sprechi di denaro pubblico, enfasi su liberalizzazioni e concorrenza, riforma degli ammortizzatori sociali, riqualificazione del capitale umano, attenzione sullo spinoso problema dell’occupazione giovanile (forse sarebbe meglio dire disoccupazione!) e migliore utilizzo delle risorse del Mezzogiorno (questo ultimo punto, a mio avviso fondamentale, è tuttavia quasi irrealizzabile a meno che non si raggiunga un minimo d coesione territoriale tra nord e sud). L’equità basterà a risollevarci dalla crisi economica e finanziaria che stiamo vivendo (e che ci minaccerà almeno anche nel 2012).

Cresci Italia e assicurazioni

Come promesso diamo anche un’occhiata alle implicazioni che il pacchetto Cresci Italia avrà sulle assicurazioni: queste saranno interessate soprattutto dalla Legge sulla Concorrenza, che probabilmente sarà varata a gennaio 2012, e che conterrà disposizioni non solo per quanto riguarda il mercato assicurativo, ma anche per altri settori chiave dell’economia italiana, quali l’energia, i trasporti, le poste, i lavori pubblici e le libere professioni. Per il discorso della concorrenza sarà fondamentale l’apporto del garante dell’antitrust Giovanno Pitruzzella, nonché l’esperienza maturata in questo campo dall’attuale sottosegretario Antonio Catricalà.
Sulle pagine di questo blog avevamo già anticipato quella che sarebbe stata la linea del Governo Monti al riguardo: sarà interessante al proposito andare a vedere cosa avevamo preannunciato riguardo al discorso delle liberalizzazioni delle assicurazioni.
Sappiamo tutti come il mercato delle polizze assicurative abbia bisogna di maggiore concorrenza, per non ripetere nel 2012 gli sbagli che sono stati propri dell’anno passato. Abbiamo fiducia nel fatto che Monti, Passera (in foto), Catricalà e gli altri componenti della squadra siano in grado di produrre un pacchetto Cresci Italia capace di risollevare la nostra pessima situazione, anche se non sappiamo ancora quali misure preveda … inutile precisare che al di là del nostro interesse circa ciò che sarà il mondo delle assicurazioni nel 2012 l’attesa è alta anche per tutte le altre misure della riforma!

L’art. 8 della manovra finanziaria (misure per la stabilità del sistema creditizio) è uno di quelli che suscitano maggiore interesse tra le tante misure già promulgate dal governo tecnico di Mario Monti.
Non riportiamo il testo integrale dell’articolo poiché è abbastanza dispersivo, ma cerchiamo di estrapolare le parti di testo più interessanti per comprendere a pieno ciò di cui si sta parlando.
Innanzitutto si comincia a ragionare da questo punto:

il Ministro dell’economia e delle finanze, fino al 30 giugno 2012, è autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane, con scadenza da tre mesi fino a cinque anni o, a partire dal 1 gennaio 2012, a sette anni per le obbligazioni bancarie garantite di cui all’art. 7-bis della legge 30 aprile 1999, n. 130, e di emissione successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto.

Una misura che garantisce la stabilità, e che al contempo suona come una parziale ammissione del fatto che le banche italiano non siano messe proprio bene. Ricordiamoci in fin dei conti, prima di cantare vittoria, che i soldi al Ministero dell’economia e delle finanze li diamo noi contribuenti, quindi in fin dei conti siamo comunque noi a garantire le banche, seppure indirettamente.

Art. 8 manovra finanziaria

Le misure per la stabilità del sistema creditizio aiuteranno davvero l’Italia ad uscire dalla crisi?

L’art. 8 della manovra finanziaria dovrebbe quindi aiutare l’Italia ad uscire dalla crisi economica e finanziaria in cui è entrata ormai da 3 anni (sul quanto durerà la crisi si è discusso in un interessante articolo che troverete seguendo il link). Il fatto che gli istituti di credito possano avere accesso ad una garanzia statale sicuramente aiuterà la raccolta di denaro, in questo momento piuttosto magra a causa della scarsa liquidità presente nelle tasche degli italiani e del pessimismo latente. Quello che Mario Monti vuole evitare è dunque lo spauracchio del “credit crunch”.

Cos’è il credit crunch?

Lecito a questo punto domandarsi “cos’è il credit crunch”: si tratta di una stretta all’accesso al credito, caratteristica del termine di una fase di espansione, che ha come effetto deleterio quello di accentuare la recessione nella quale ci si va a trovare. Il caso dell’Italia nel 2012 ovviamente è leggermente diverso da quello accademico, poiché noi siamo in recessione da anni, ma a maggior ragione una stretta creditizia potrebbe allontanare la ripresa ancora a lungo.

E’giusto che lo Stato aiuti le banche?

Sembra dunque lecito, secondo quanto appena detto, che lo Stato nella figura del Ministro dell’Economia (che ricordiamo essere ad interim lo stesso Mario Monti) aiuti le banche nazionali, anche con una misura “incondizionata ed irrevocabile” come quella stabilita dall’art. 8 della manovra finanziaria. Un utilizzo dei soldi pubblici per un’operazione del genere può suscitare antipatia nei contribuenti, ma alla lunga il provvedimento dovrebbe produrre più benefici che danni, anche se ciò ovviamente dipenderà in gran parte con il criterio e l’oculatezza con le quali queste garanzie verranno offerte agli istituti di credito.

L’accusa che sempre più spesso viene mossa al governo tecnico presieduto da Mario Monti è quella di privilegiare eccessivamente gli interessi di banche e assicurazioni. I sindacati sono sul piede di guerra dopo la manovra, ma questo si spiega anche parzialmente con il fatto che, per loro stessa ammissione, c’è stato un salto di qualità nelle trattative rispetto al precedente governo Berlusconi, assai più inviso sia alle banche sia ai “padroni”.

Doppio incarico banca assicurazione

Banche e assicurazioni aiutate da Monti

L’accusa di avere aiutato banche ed assicurazioni in maniera eccessiva è fondata? da un lato innegabilmente nulla è stato fatto per miglliorare lo squilibrio tra queste due parti forti e la parte debole (il consumatore), dall’altro qualche piccolo progresso, a fronte di tanti sacrifici, si comincia ad intravedere … un esempio? il divieto di doppio incarico contenuto nell’art.36 manovra Monti parla chiaro (per approfondire questa interessante e positiva novità vi invito a seguire il link).
Ovviamente questo è ancora troppo poco per potere cantare vittoria: la circolazione del contante ridotta rischia di privilegiare enormemente il ruolo delle banche, che tra bancomat e carte di credito potrebbero incassare molte più commissioni di prima. Ad essere sinceri, posto che i cosiddetti “privilegi della casta” sembrano essere anche a vantaggio degli istituti di credito e assicurativi, sembra che siano più le banche delle assicurazioni ad avere da guadagnare sulla manovra Monti.

Poche novità per il 2012

Il cosiddetto decreto salva Italia, ricco di importanti novità in ogni settore, non sembra avere in realtà portato news eclatanti sul fronte del rapporto tra il cittadino e il binomio banche e assicurazioni, ferme nei loro privilegi e solo indirettamente penalizzate da alcuni punti già analizzati (vedi l’aumento dell’età pensionabile, il superbollo vetture, le imposte di bollo ecc.) che di fatto andranno a penalizzare molto di più il cittadino dell’istituto stesso.

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