Omicidio stradale: in arrivo un nuovo reato?

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L‘omicidio stradale potrebbe fare il proprio ingresso nel Codice Penale come nuova fattispecie di reato. Lo chiede, tra gli altri, anche il Presidente dell’ISVAP (l’organo di controllo delle assicurazioni) Giancarlo Giannini.

Logicamente il reato dovrebbe non penalizzare chi per fatalità o disgrazia dovesse togliere la vita a qualcuno nell’atto della guida, ma coloro i quali commettano un incidente mortale a causa del loro mancato rispetto delle regole stradal. Secondo la fondazione ANIA per la sicurezza stradale, presieduta da Sandro Salviati, questo mancato rispetto delle regole stradali (unito a errore umano di grave entità) è responsabile di 8 incidenti mortali su 10 … decisamente una percentuale troppo alta per non provare almeno ad intervenire.

Il Presidente dell’ANIA Fabio Cerchiai più che sull’omicidio stradale si focalizza sui controlli, richiedendone una maggiore quantità, in modo da far comprendere alle persone che sugli omicidi alla guida non si scherza così come sul rispetto generale delle norme della circolazione.

Il Presidente del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) Antonio Marzano pone l’accento specialmente sui giovani, chiedendo che questi, qualora si rendano responsabili di incidenti stradali che derivino da loro comportamenti palesemente sbagliati, vadano a prestare da 15 giorni ad un mese di servizio civile presso gli invalidi da sinistri, per meglio comprendere cosa significhi se non uccidere anche solo causare un handicap permanente ad una persona a causa della propria negligenza.

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