Inflazione e assicurazioni

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In questo periodo in cui si fa un gran parlare dello spauracchio inflazione vediamo l’effetto che questa ha sulle assicurazioni in generale.

Veniamo subito al punto:

il mondo delle polizze viene influenzato dall’andamento dell’inflazione per almeno tre motivi:

  • dall’inflazione dipende in parte il fatto di poter disdire o meno l’assicurazione R.C. Auto senza dare alcun preavviso;
  • dipende (in parte) il rendimento di molti fondi assicurativi;
  • viene regolata l’indicizzazione di alcune polizze vita

Della dipendenza della disdetta RCA dall’inflazione attesa abbiamo già parlato nell’intervento disponibile seguendo il link:

la possibilità di dare o meno disdetta è dettata dal rapporto tra aumento del premio e tasso di inflazione programmato;

vediamo gli altri due punti elencati sopra.

Inflazione e polizze vita

I rendimenti delle polizze vita sono spesso influenzati dall’inflazione:

inflazione e assicurazioni

ricordiamo quando, negli anni 80, un’inflazione a due cifre gonfiava i rendimenti delle assicurazioni, spesso falsando la percezione di quanto si sarebbe incassato in fase di erogazione della rendita o riscossione del capitale … quante cocenti delusioni si sono viste a causa di questo equivoco!

In generale si dice che una polizza vita abbia un rendimento soddisfacente quando questo supera il tasso di inflazione, fungendo così da salvadanaio e retrocedendo una quota anche leggermente superiore all’erosione del potere di acquisto.

Ricordiamo che è di fondamentale importanza che i costi di gestione dell’assicurazione non vadano a “mangiarsi” parte di questo rendimento, riportando il ragionamento al punto di partenza, leggete sempre la nota informativa e controllate che i prospetti rispondano alle vostre esigenze.

Indicizzazione del premio

L’indicizzazione dei piani d’accumulo a volte tara il proprio coefficiente su una media tra inflazione e il rendimento del fondo (che, vedi sopra, spesso a propria volta dipende in parte da quest’ultima):

indicizzare un’assicurazione in un periodo fortemente inflattivo potrebbe quindi essere un gesto che porta ad enormi aumenti di rata (atti tuttavia a mantenere il potere d’acquisto del proprio risultato a scadenza);

questo da un lato aiuterà a mantenere inalterata la portata dell’investimento, ma dall’altro potrebbe rendere gravoso il pagamento del premio, specialmente se lo stipendio percepito dal contraente non dovesse aumentare di pari passo con l’inflazione.

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