La nuova raccolta vita nel 2011 è scesa del 26,2% rispetto all’anno precedente: a rivelarlo è l’ANIA, che mette in luce un quadro abbastanza demotivante per i produttori di assicurazioni ramo vita italiani.
Le prospettive per il 2012 non sembrano essere migliori, basti pensare che se -26,2% è la diminuzione sui primi 6 mesi il solo giugno ha fatto segnare un vero e proprio crollo: – 38,6%.
Raccolta vita e crisi economica
Inutile indagare sulle ragioni di un crollo così preoccupante: la crisi economica ha minato le economie degli italiani, che riescono a risparmiare sempre meno soldi, e il risparmio, si sa, è la variabile principale nelle decisioni riguardanti la stipula di piani d’accumulo. Altro fatto negativo è l’aspettativa nei confronti del futuro: difficile che si voglia accedere a piani vincolanti se non si è scuri di mantenere il posto di lavoro e riuscire quantomeno a mantenere invariato il proprio tenore di reddito. Se a ciò aggiungiamo che l’anno scorso si è avuta una sorprendente controtendenza in cui diverse compagnie hanno fatto segnare una buona raccolta (cosa che ha reso ancora più evidenti i cali del 2011) è facile comprendere come mai i risultati odierni sembrino così deludenti.
Compagnie vita penalizzate
Alcune compagnie di assicurazione sono rimaste penalizzate più di altre, stiamo chiaramente parlando di quelle che si dedicano alla raccolta vita con maggiore enfasi (due nomi su tutti sono Ina Assitalia ed Alleanza, ma anche Generali ed Allianz -ad esempio- sono da sempre attente alla produzione vita-).
Polizze Vita 2012
Quale sarà lo scenario previsto nel 2012 per la nuova raccolta vita? difficile prevederlo. I dati farebbero pensare ad un 2012 nero per le Polizze Vita, ma è troppo presto per disperare: se le compagnie si daranno da fare, proponendo piani meno vincolanti, con caricamenti minori, e lavorando con serietà e correttezza potrebbero raccogliere buoni frutti anche se, come al solito, solo il tempo potrà darci la risposta definitiva.