Aumento IVA e IPT sulle auto.

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L’aumento dell’IVA e quello dell’IPT farà salire considerevolmente i prezzi delle auto nel 2011 2012: da settembre la famigerata IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione, nota anche popolarmente come Tassa sulle Auto) è aumentata in tutta Italia tranne che nelle regioni a Statuto speciale (Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta) e nelle province autonome.

L’IVA dal 20 al 21% come se non bastasse si è sommata al precedente rincaro: secondo alcune proiezioni comperare un auto costerà circa 220 € in più di prima, portando 435 milioni di € nelle casse dello Stato.

Aumento IPT discriminatorio

A parte il logico disappunto per il rincaro, federconsumatori fa notare come la conversione in legge del decreto 138/2011 costituisce una discriminazione che potrebbe portare diverse persone ad andare a vivere in una regione a Statuto Speciale, o a prendere la residenza in provincia di Trento o Bolzano, o quantomeno ad un trasferimento in dette località degli atti relativi al PRA. L’IPT è aumentata non poco: mediamente per automobili di media cilindrata non è eccessivo parlare di raddoppio dell’imposta.

Aumento IVA deprimerà le vendite

Nonostante le dichiarazioni di intenti delle case automobilistiche che dicono tenteranno di contenere il più possibile i prezzi delle automobili, la grande paura (quasi certezza) è quella di un calo delle vendite nel 2012: la diminuzione stimata della redditività del reparto automotive è di circa 3 miliardi di € … decisamente troppo per potere dire che l’innalzamento dell’IVA è una misura anticrisi.

Cosa cambia con questi aumenti?

La manovra finanziaria 2012-2014 (d.l. 138/2011), nonostante le promesse di non mettere le mani nelle tasche degli italiani, presenta in realtà delle sottigliezze formali che le permettono di tenere fede a questa affermazione da un punto di vista puramente formale, pur impoverendo effettivamente la popolazione: l’IPT tecnincamente non è aumentata, ma ha semplicemente avuto una rivisitazione del metodo di calcolo (che evidentemente porta a tariffe maggiori, ma in maniera indiretta).

Per quanto riguarda l’IVA al 21% precisiamo che non influisce nelle vendite tra privati (che a questo punto diventano più appetibili).

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