Multe: 30 giorni per il ricorso.

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30 giorni per fare ricorso sulle multe, anziché i 60 precedentemente in vigore, questo l’effetto del D.lgs 1 settembre 2011, n. 150.

Dimezzati di fatto i tempi per fare valere i propri diritti presso un giudice di pace per le sanzioni ritenute illegittime. Insorgono ovviamente il Codacons e le altre associazioni di consumatori, poiché questo decreto legislativo non va certo a favore del cittadino che, inesperto di procedure giudiziarie, corre il rischio di vedere svanita la possibilità di esercitare il proprio diritto prima ancora di capire a chi rivolgersi e in quale maniera per avere tutela; a questo, aggiunge il Codacons, occorre aggiungere la possibilità che i Vigili Urbani si prendano tempi troppo lunghi per consegnare il necessario all’interessato (avete mai provato a richiedere la foto di un autovelox o una documentazione circa la durata del giallo di un semaforo? non sarete quasi mai accontentati seduta stante!).

Ci eravamo rallegrati pochi mesi fa per la ventilata possibilità di pagare le multe a rate quando ecco che lo Stato torna a mettere i bastoni tra le ruote per quanto riguarda le “odiate” sanzioni alle infrazioni stradali.

Il D.lgs 1 settembre 2011, n. 150 è entrato in vigore il 6 ottobre 2011, con il criptico nome di “Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell’articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69. (11G0192) (GU n.220 del 21-9-2011 )”.

Oltre al Codacons anche Movimento Difesa del Cittadino, Adoc e Unione Consumatori si sono scagliati contro questo provvedimento, soprattutto perché l’abbassamento a 30 giorni per fare ricorso sulle multe è solo l’ultimo di una lunga serie di provvedimenti volti a penalizzare gli automobilisti in Italia (ricordiamo al proposito l’aumento del bollo auto, dell’Iva, dell’Ipt e ovviamente i rincari sulle imposte delle assicurazioni RC Auto di cui abbiamo diffusamente parlato) … come dire, niente in contrario a sanzionare chi sbaglia, ma cerchiamo di non ridurre i cittadini in braghe di tela!

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