Clausole vessatorie: artt. 1341-1342 Cod. Civ.

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Le clausole vessatorie, che la leggenda popolare vuole che nelle assicurazioni siano scritte in piccolo, sono regolate dagli articoli 1341 e 1342 del Codice Civile, nonché negli articoli tra 33 e 37 del Codice del Consumo.

Innanzitutto sfatiamo questo mito: non esistono le clausole scritte in piccolo nelle assicurazioni, non tanto perché le compagnie siano enti buoni e tutelanti quanto perché è vietato dalla legge!

Ciò che non è vietato, ma semplicemente viene regolamentato dalla giurisprudenza, è l’inserimento di clausole che “squilibrino” i rapporti tra le parti: nel mondo assicurativo, come nei contratti per adesione in genere, esiste una parte debole (il consumatore) ed una più forte (il proponente).

Cosa sono le clausole vessatorie?

Non è difficile rispondere alla domanda “cos’è una clausola vessatoria” … dovendo dare una definizione possiamo dedurla dall’art. 1341 Cod. Civ. e dire che si tratta di quella clausola che prevede, a favore di chi l’ha predisposta, uno dei seguenti effetti:

  • limitazioni di responsabilità
  • facoltà di recedere dal contratto
  • facoltà di sospendere l’esecuzione del contratto
  • sancire decadenze
  • limitare la facoltà di opporre eccezioni
  • restringere la libertà contrattuale nei rapporti con i terzi
  • prorogare o rinnovare tacitamente il contratto
  • introdurre clausole compromissorie
  • introdurre deroghe alla competenza dell’autorità giudiziaria

Clausole vessatorie nei contratti di assicurazione

In giurisprudenza si ritiene che, per tutelare la parte debole del contratto di assicurazione, il contenuto risultante da trattative deve essere privilegiato rispetto a quello unilateralmente redatto, ed è stabilito che tutte le clausole che potrebbero penalizzare la parte debole devono essere approvate per iscritto, comprese quelle che prevedono in capo all’assicurato l’obbligo di disdire il contratto con un preavviso di 60 o più giorni.

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