Governo Monti | Riforma pensioni al via

0

Il governo tecnico di Mario Monti ha annunciato la temuta riforma delle pensioni, che avrà ripercussioni notevoli sia sui cittadini sia sul mercato delle assicurazioni. Dopo avere incontrato i partiti e le parti sociali il Presidente del Consiglio ha redatto una bozza che prevede l’allungamento dell’età pensionabile, provvedimento che sembrava ormai inevitabile da tempo. Scontenti ovviamente i sindacati (per non parlare degli italiani!), poiché il provvedimento finisce inevitabilmente con il penalizzare anche le persone meno abbienti … non siamo certamente qua a criticare l’operato di un Governo tecnico che si è insediato da troppo poco tempo per potere essere giudicato, ma per cercare di capire cosa ci attende nel 2012 (e negli anni a venire).

riforma pensioni

Cosa prevede la riforma delle pensioni?

Questa riforma delle pensioni è orientata innanzitutto a rivedere la cosiddetta fascia di età pensionabile, che dovrebbe essere portata a 66-70 anni per gli uomini e a 63-70 per le donne: l’innalzamento sarà graduale, poiché nel 2012 ci si dovrebbe fermare ai 66 e 63, per poi arrivare gradualmente ai 70 entro l’anno 2022. Prevista nel 2018 la convergenza delle età pensionabili per maschi e femmine. L’abolizione delle finestre mobili non sarà l’unica tegola sulla testa degli italiani al riguardo: il Ministro del Welfare Elsa Fornero ha già avvertito che dovremo fare i conti anche con la sospensione dell’indicizzazione delle pensioni, fatte salve le minime (nel 2012 tale indicizzazione rimarrà piena per quelle sotto i 486€, mentre quelle inferiori a 936€ si indicizzeranno parzialmente … sopra tale cifra nessuna perequazione sarà prevista).

Previsto inoltre per il 2030 il passaggio totale dal sistema retributivo a quello contributivo.

Già contrari alcuni esponenti politici (a cominciare da Angelino Alfano, che avrebbe preferito una soluzione che colpisse in maniera più pesante i titolari di redditi alti, ribadendo la necessità di una manovra veramente potente in modo da scongiurare le possibilità di un fallimento dell’Italia una volta per tutte).

Riforma pensioni: quale ripercussione per le assicurazioni?

Le assicurazioni sono ovviamente interessate in maniera diretta al discorso del cambiamento dell’età pensionabile, in quanto detentrici del mercato dell’integrazione pensionistica. Premettiamo ricordando che la raccolta polizze vita 2011 ha presentato un calo rispetto all’anno precedente (vi invitiamo ad approfondire questo interessante argomento seguendo il link). Se da un lato le compagnie specializzate in polizze vita (es. Generali, Ina Assitalia o Alleanza) dovrebbero essere sfavorite da un innalzamento dell’età pensionabile, dall’altro c’è motivo di pensare che i conti alla fine dovrebbero comunque tornare per due motivi: il primo è legato al fatto che se da un lato andare in pensione più tardi dovrebbe tradursi in una maggiore rendita al momento della quiescenza, dall’altro rimarrà comunque la paura di non essere soddisfatti di quanto percepiremo una volta terminata la fase lavorativa, percui sicuramente la previdenza integrativa continuerà ad esistere … il secondo motivo è che andare in pensione più anziani con ogni probabilità vorrà dire aumentare la durata dei contratti, che potrebbero essere tarati all’età di 70 anni in alcuni casi (per non parlare di PIP e Fondi Pensione, che normalmente terminano la fase di accantonamento ed iniziano quella di erogazione al momento dell’effettivo pensionamento, senza avere quindi una durata prestabilita).

Share.

Commenta qui