Imu: la tassa sulla casa in 5 semplici punti.

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La tassa Imu nel 2012 diventerà realtà, ma in Italia ancora pochi hanno compreso in che modo sostituisce l’Ici, come si calcola e come si differenzia a seconda che sia per prima casa o seconda, terza casa (o oltre, per chi avesse la fortuna di possedere più di quattro abitazioni). Vediamo quali sono gli elementi più importanti di questa nuova imposta introdotta dal governo tecnico di Mario Monti, in modo da non farci cogliere impreparati al momento del pagamento.

 

Valore di estimo catastale e coefficienti

Come quasi tutte le tasse sugli immobili, anche l’Imu si paga in conseguenza diretta del valore di estimo catastale, corretto tramite appositi coefficienti, per trovare il valore imponibile (a seconda della tipologia di immobile, rinvenibile tramite le apposite sigle A1, A2, A3 ecc.); tali coefficienti sono:

  • +5% x 160: quando si tratta di un appartamento.
  • +5% x 80: quando si tratta di uffici e sedi di banche e assicurazioni.
  • +5% x 55: quando si tratta di negozi.

Aliquota standard e aliquote alternative

Una volta ottenuto il valore di cui sopra occorre, per sapere quanto si paga di Imu, moltiplicarlo per l’aliquota di competenza: il governo Monti dà come aliquota di riferimento lo 0,4% (quattro x mille), ma a seconda del comune di residenza può variare tra 0,2% e o,6%.

Detrazione per figli conviventi sotto i 26 anni

Dall’importo ottenuto vanno detratti 200 € di bonus previsti dalla legge, più altri 50 € per ogni figlio sotto i 26 anni di età che conviva con i genitori (attenzione, non si parla di figli a carico!). Attenzione perché per il 2012 e il 2013 è stato stabilito che, indipendentemente dal numero di figli a carico, la detrazione massima sulla tassa Imu sarà di 400 € … anche se obiettivamente le possibilità di avere 5 o più figli sotto i 26 anni sono davvero minime!.

Aliquota base per l’Imu seconda casa

In casa di seconda casa (o terza, quarta … dipende da quante ne avete!), l’aliquota base è dello 0,76% (i comuni di residenza stabiliranno coefficienti tra 0,73% e 0,79%). Se aveste nella seconda casa pertinenze prive di rendita autonoma (ad es. un garage che usate voi per la vostra prima casa) la tassa Imu di questo seguirà comunque il calcolo previsto per l’abitazione di competenza, dunque verrà considerato parte della seconda casa.
Avete ancora dei dubbi? impossibile, il calcolo come avete visto è semplicissimo … ma in caso qualcosa non vi tornasse qua c’è il testo originale del Decreto Salva Italia dove potrete trovare tutte le direttive di cui avete bisogno:

Introduzione dell’IMU con aliquota del 4‰ sulla prima abitazione e del 7,6‰ su seconda e terza casa, con possibilità per le amministrazioni comunali di variare tale quota entro una forchetta rispettivamente del 2‰ e 3‰.
Rivalutazione del valore catastale degli immobili sul quale verrà applicata la nuova tassa IMU. L’estimo di tutti gli immobili di categoria A (abitazioni private), B (servizi vari) e C (attività commerciali) sarà effettuato secondo un moltiplicatore di 160. Ciò significa che tali immobili saranno rivalutati del 60% ad eccezione degli A/10 (uffici e studi privati) e degli C/1 (botteghe e negozi) cui saranno applicati, rispettivamente, moltiplicatori di 80 e 55.

Imu: chi la paga?

Risolto il quesito del come si calcola occorre passare al chi la paga (o meglio al chi non la paga, che è molto più comodo!): la tassa Imu è dovuta da chiunque possegga un immobile a meno che non sia un ente di beneficenza (non mi addentro nella spinosa questione relativa al Vaticano e alla chiesa in generale che ha rienpito i quotidiani e i notiziari negli ultimi giorni). Si sta pensando anche ad un’esenzione per gli over 35, ma finora si sta ancora pensando a dove trovare i soldi per concedere una simile agevolazione, percui non ci resta che promettervi di tenervi informati con eventuali news al riguardo.

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