Contanti e assicurazioni: le nuove regole

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Con le disposizioni date dal governo tecnico di Mario Monti (in foto) cambia l’utilizzo dei contanti in tutti gli ambiti del commercio, compreso ovviamente quello delle assicurazioni. Il 2012 oltre a introdurre nuove regole per spesometro e redditometro andrà a toccare anche la soglia massima di denaro contante utilizzabile per effettuare pagamenti, allo scopo di contrastare l’evasione fiscale.

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Contanti 2012: come funziona?

La regola per le assicurazioni non è sostanzialmente diversa da quella già in vigore prima del 2012, salvo alcuni dettagli relativi alle assicurazioni RC Auto:

Polizze Vita

Non è possibile incassare polizze vita in contanti, siano esse caso vita o caso morte. Sono tuttavia possibili tutte le altre metodologie di incasso (i comuni assegni, bonifici bancari, RID (rapporto interbancario diretto), o, ove l’agenzia sia attrezzata con un Pos, il Bancomat.

Assicurazioni danni non auto

Si può ancora pagare in contanti qualsiasi polizza danni non auto inferiore ad euro 750. Negli altri casi vale la regola espressa per le assicurazioni vita.

Assicurazioni RC Auto

I contratti RC Auto possono ancora essere pagati in contanti purché non superino i 1.000 € annui di premio. Sopra a tale soglia varranno le medesime regole previste per le polizze vita e per le assicurazioni danni superiori a 750 €.

Più libertà per le compagnie assicurative

Il cambiamento più interessante per quanto riguarda le nuove regole 2012 riguarda la maggiore libertà decisionale lasciata alle singole compagnie assicurative, che potranno decidere di adottare criteri più restrittivi nell’accettare denaro contante per i pagamenti RC Auto: occorrerà dunque verificare le soglie adottate da ciascuna compagnia, quando queste le comunicheranno. Se da un lato per il cliente che ha più contratti con diverse assicurazioni potrà essere scomodo memorizzare le varie soglie (avremo Fondiaria Sai, ad esempio, con limiti diversi rispetto a Ina Assitalia, Generali o Unipol), dall’altro è anche giusto, a nostro avviso, lasciare un minimo di autonomia a quelle compagnie che volessero rinunciare ad un po’di comodità nei pagamenti a favore di un più efficace contrasto all’evasione fiscale o peggio ancora al riciclaggio di denaro sporco.

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