Liberalizzazione professioni e assicurazione obbligatoria

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La liberalizzazione delle professioni prevista per il 2012 e fortemente voluta dal Governo Monti andrà a concomitare con un’altra gravosa data per il liberi professionisti d’Italia, ovvero quella dell’assicurazione obbligatoria, già fissata per il 13 agosto 2012 (avvocati, commercialisti e molti altri saranno in ferie per quel giorno -prevedibilmente- quindi il consiglio non può che essere quello di provvedere per tempo).
Vediamo come questi due provvedimenti andranno a cambiare il mondo della libera professione, rendendo ancora più amaro il calice per chi volesse avventurarsi in uno di questi mestieri, che se da un lato possono dare enormi soddisfazioni sia economiche sia emotive, dall’altro possono rivelarsi assai rischiose, specialmente per chi non può contare su un portafoglio clienti ereditato o acquistato da qualcuno all’inizio dell’attività.

Firma contratto

Liberalizzazione professioni: ordini non verranno eliminati

Stando a quanto trapelato sulle intenzioni future (oltre ovviamente a quanto deducibile dalle bozze di legge) non vi sarà pericolo di abolizione degli ordini professionali, nè si pensa ad eliminare l’esame di stato ove richiesto. L’unico reale “allargamento” potrebbe riguardare i notai, per cui si prenderà in esame l’ampliamento dei posti disponibili, nonché l’entrata nel mondo del lavoro -in qualità di tirocinanti- durante il periodo universitario, per un periodo di 18 mesi. L’idea di base (come ribadito dal Ministro della Giustizia Paola Severino) è quello di liberalizzare senza perdere qualità.

Riforma libere professioni e negoziazione delle tariffe

L’idea che genera maggiore perplessità è quella relativa alla libera negoziazione delle tariffe: in realtà, essendo queste già state abrogate, non sappiamo bene come muterà il quadro normativo. Chiaramente i liberi professionisti non intendono contrattare le proprie parcelle e vorrebbero continuare ad applicare le tariffe minime, anche se bisogna obiettivamente fare i conti con l’esigenza di scoraggiare l’entrata in campo di nuovi professionisti oltre un certo numero, poiché presto arriveremo al paradosso che sarà più facile trovare un architetto di un idraulico … sinceramente non sappiamo se abbassare i prezzi sarà il modo giusto per evitare un sovrannumero di liberi professionisti o non sarebbe meglio mettere un numero chiuso (a rischio però di ricreare una casta simile a quella dei notai, che tocca ora provare a scardinare), certo è che il governo sembra provarci così anzi che lasciare che sia il mercato a creare fame e disoccupazione per gli ultimi arrivat e i meno capaci. Da lavoratori autonomi anche noi broker di assicurazione non possiamo che comprendere le ragioni della protesta di molte categorie, non protette da sindacato, garanzie minime ecc. … ma come negare che chi si avvicina ad una libera professione dovrebbe essere pronto, in tempi di esubero, a sopportare dei sacrifici per evitare un eccesso di concorrenza tra qualche anno.

Obbligo di assicurazione professionisti

Discorso diverso è quello di obbligo assicurativo per i liberi professionisti … da agosto tutti dovranno avere una responsabilità civile … in realtà in un paese con una cultura assicurativa normale dovrebbe essere il professionista stesso (a meno che non sia un miliardario) a correre ad assicurarsi quando si avvicina alla pratica del proprio lavoro -e diventa dunque responsabile con il proprio patrimonio personale di ogni suo errore, ancorché completamente involontario- ma in Italia evidentemente qualcuno preferiva districarsi tra le maglie della giustizia ed affrontare processi e pagare risarcimenti di tasca propria … con questo provvedimento dovremmo poter mettere la parola fine a queste situazioni, che oltre a creare problemi enormi all’ingegnere o all’avvocato di turno (che comunque hanno scelto volontariamente la via della non assicurazione) andavano a mettere in difficoltà persino i danneggiati, che spesso dovevano aspettare parecchio tempo prima che il loro risarcimento divenisse integrale.

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