Polizza vita: meglio detraibile o deducibile?

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La polizza vita (intesa come piano di accumulo, e non come assicurazione caso morte) viene spesso recepita in maniera confusa dai clienti, sia per l’impreparazione che talvolta contraddistingue i collaboratori delle compagnie che puntano sul ramo vita, sia obiettivamente -in alcuni casi- per oggettive difficoltà a comprendere alcuni tecnicismi ostici anche ai professionisti del settore.

Il discorso relativo alla detraibilità o deducibilità delle polizze vita è in realtà uno dei casi riconducibili ad un difetto nelle spiegazioni da parte di alcuni operatori, poiché l’argomento è semplicissimo, ma riesce a generare comunque enorme confusione e spaesamento nel cliente, che a volte non sa cosa realmente può scalare dalle tasse a seconda della polizza che ha. Facciamo chiarezza inpochi semplici punti.

Detraibilità della polizza vita

La polizza vita è detraibile? la risposta non può che essere: sì, ma a determinate condizioni.

Tutte le polizze vita erano interamente portabili in detrazione (al 19% sul limite di un importo di 1.291,14 € all’anno) se stipulate entro il 31/12/2000, mentre da quelle iniziate da quella data in poi saranno detraibili solamente per quanto riguarda il caso morte, sempre in ragione del 19% su un importo fino a 1.291,14 € annui.

Il vantaggio è dunque molto mitigato rispetto a un tempo, e varia a seconda della tipologia di polizza prescelta. Un’assicurazione di puro rischio, a parità di premio versato, sarà più conveniente di tutte le altre, che andranno via via a scalare a seconda della percentuale del premio che versiamo che andrà destinata al caso di premorienza (la sola controassicurazione darà dunque luogo a ben poco risparmio sulle tasse, al punto da non rendere conveniente in tal caso scalare qualcosa dalle tasse, per evitare la tassazione a scadenza in caso di percepimento di una rendita).

Tenete inoltre presente che il tetto di 1.291,14 € annui non è cumulabile con altri prodotti assicurativi, non sarà quindi possibile aggirare tale limite o superarlo se si è già giunti al tetto massimo di deducibilità stabilito per legge.

polizza vita detraibile deducibile

Deducibilità delle polizze PIP

Le polizze PIP (Piani Individuali Pensionistici) sono interamente deducibili dal reddito fino ad un importo massimo di 5.164,57 €, in base alla riforma introdotta dal Decreto Legislativo n. 25/2005.

Quanto risparmio con la deduzione fiscale? in questo caso la risposta varia, poiché tale risparmio sarà pari all’aliquota marginale Irpef di competenza della persona.

Un esempio numerico sarà utile a chiarire le idee: supponendo di appartenere all’aliquota Irpef mediana (attualmente il 38%, per i redditi tra 28.001 € e 55.000 € all’anno) e di versare 2.000 € all’anno in un PIP sarà consentito dedurre 2.000 x 0,38 = 760 € all’anno.

Meglio detrarre o dedurre?

Trascurando i discorsi di esigenze assicurative, che sono troppo personali e variabili da caso a caso per essere considerati in questa sede, da un punto di vista prettamente fiscale attualmente sono sicuramente migliori le polizze vita deducibili di quelle detraibili, il cui risparmio fiscale è troppo limitato per potere essere considerato appetibile (escludendo, come ricordo, le assicurazioni di puro rischio come la temporanea caso morte, che fanno storia a sé, ma rispondono ad esigenze talmente diverse dall’accumulo da esulare da questa discussione).

Attenzione a costi e caricamenti

Chi è interessato soprattutto a risparmiare sulle tasse farebbe bene a tenere in considerazione, in sede di stipula di una polizza vita, i costi e i caricamenti del contratto, più che i rendimenti del fondo (che non sono come ben noto indicativi delle prestazioni future). Ricordiamo infatti che molte polizze vita sono gravate da costi e caricamenti talmente pesanti da vanificare in parte (in alcuni casi integralmente e oltre!) il risparmio fiscale che se ne potrebbe ottenere. Detrazione e deduzione sono due strumenti a volte importanti per ottimizzare le risorse economiche a fine anno, e strumenti completamente legali per pagare meno tasse, ma non vanno usati a casaccio, se non vogliamo pagare più avanti e con gli interessi il prezzo di quanto andremo a risparmiare.

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