Le banche non fanno credito e i problemi …

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Le banche non fanno credito, o lo fanno solo a chi ha già i soldi … questa frase, che da sempre si sente dire in Italia, non è mai stata tanto vera come in questo periodo di recessione, e mai ha creato tanti problemi alle aziende nazionali.

Vediamo i numeri di questa stretta creditizia, e analizziamo soprattutto i problemi che questa azione sta creando alle aziende italiane, come sempre con un occhio di riguardo alle assicurazioni, ma senza dimenticare la vasta realtà aziendale italiana, cercando di comprendere anche i problemi delle altre attività produttive.

Stretta creditizia: gli effetti in tempo di crisi

La stretta creditizia in tempo di crisi vede amplificare i problemi che porta: un’azienda che ha bisogno di soldi per potersi sviluppare dovrebbe, presumibilmente accedere al credito … se questo gli viene negato i problemi si moltiplicano … l’industria non viene sviluppata, percui non si creano nuovi posti di lavoro, con la logica conseguenza che non aumentano i consumi e si vanificano i vantaggi che renderebbero possibile il progetto di espansione. Questo quando tutto va bene, ma in tempo di crisi economica accade qualcosa di ben peggiore: il ricorso al credito potrebbe servire non solo per espandersi, ma anche semplicemente per continuare a produrre al regime con cui lo si faceva prima … se le banche non fanno credito il rischio è quello non di non potersi espandere, bensì quello -assai più deleterio- di dover ridimensionare ciò che già era stato messo in piedi … conseguenza ovvia sarà il licenziamo di qualcuno che era stato assunto in precedenza, a cui seguirà una riduzione dei consumi (difficile spendere ciò che non si guadagna, e anche comperare a credito, vista la stretta creditizia) che inevitabilmente, in assenza di correttivi o cambiamenti, porterà ad ulteriori riduzione e così via, instaurando un circolo vizioso che può portare alle conseguenze che in parte stiamo vivendo e in parte vedremo nel 2012 e 2013 che, ormai è appurato, saranno anni di profonda recessione (nel 2012 ormai ci siamo dentro, sul 2013 sarebbe il caso di riporre un po’di ottimismo in più, anche se non è facile, visto il quadro generale).

banche credito

Le agenzie di assicurazione come risentono della crisi?

La storica stretta creditizia di cui tutti parlano in questi giorni (il governatore di Bankitalia Fabrizio Visco ne ha parlato nei giorni scorsi, ma la situazione è evidente da molto più tempo) interessa ovviamente anche il mondo delle agenzie di assicurazione.

Non ci soffermeremo tanto sul fatto che anche le agenzie assicurative abbiano problemi ad espandersi, quanto su quello che il fatto che le realtà aziendali italiane, in contrazione, portino a loro volta a contrazioni negli introiti derivanti dalle polizze danni, per non parlare delle polizze vita, che risentono della crisi ovviamente non tanto per problemi di stretta creditizia quanto per la mancanza di denaro da investire.

Ignazio Visco: evitare la stretta creditizia

Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, vista la situazione di emergenza, ha parlato chiaramente contro quella che egli chiama “asfissia creditizia”, sottolineando come la riduzione del PIL nel 2012 si stima in un – 1,5% (a nostro modestissimo parere è una stima ottimistica, ma vai a sapere …); con una metafora quantomai azzeccata egli parla di “togliere le briglie alle energie del paese”. Nonostante Mario Draghi e la BCE abbiano dato ossigeno alle banche italiane, queste hanno ulteriormente ridotto l’accesso al credito … non è Assicuri Blog il posto giusto per interrogarsi sul fatto che le banche siano o meno la motivazione principale di questa crisi economica, ciò che è certo è che il loro comportamento non aiuta per niente la ripresa; come dice Ignazio Visco comprendiamo che i bassi margini di profitto previsti nel 2012 per le banche non incoraggiano queste ultime ad elargire credito, ma visto che si tratta di fare semplicemente il proprio mestiere sarebbe giusto che in un momento così difficile ognuno riuscisse a dire la propria, per riuscire a migliorare la condizione tutti insieme.

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