Obbligo a contrarre: chi lo elude?

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L’elusione dell’obbligo a contrarre è un problema che si sta facendo sentire sempre di più nel mondo delle assicurazioni: contrariamente a quanto pensino molte persone, le compagnie assumono sempre meno volentieri i rischi relativi al ramo RC Auto, specialmente in quelle che risultano essere le province più sinistrose d’Italia … inutile dire come questo comportamento sia deleterio, oltre che illegale, quando basterebbe affrontare la questione con maggiore buon senso per non danneggiare oltremodo i cittadini.


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Obbligo a contrarre: art. 132 Codice delle Assicurazioni

L’obbligo legale a contrarre è regolato dall’art. 132 del Codice delle Assicurazioni, che recita nel seguente modo:

Le imprese di assicurazione sono tenute ad accettare, secondo le condizioni di polizza e le tariffe che hanno l’obbligo di stabilire preventivamente per ogni rischio derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, le proposte per l’assicurazione obbligatoria che sono loro presentate, fatta salva la necessaria verifica della correttezza dei dati risultanti dall’attestato di rischio, nonché dell’identità del contraente e dell’intestatario del veicolo, se persona diversa.

La legge è dunque chiara al riguardo: chiunque abbia la documentazione in oridine non può essere rifiutato dalla compagnia assicurativa se accetta la tariffa, proposta.

Diversamente da quanto stabilito dal Codice delle Assicurazioni tuttavia, si assiste non di rado a problemi di vario genere che portano spesso ad un mancato contratto nonostante sussista da parte del cliente la volontà a contrarre. Vediamo quali sono le motivazioni più frequenti, tralasciando i casi più pittoreschi, eclatanti e razzisti.

Tariffe fuori mercato

Non è raro vedere assicurazioni auto con tariffe fuori mercato, utili per scoraggiare i clienti a contrarre e indurli a cercare altrove.

Se scostamenti dal premio medio fino al 100% possono tutto sommato essere considerati eccessivi ma nella norma, quando si passa tale soglia psicologica non si trovano più scusanti … difficile credere che le statistiche sulla sinistrosità possano discostarsi così tanto da una compagnia all’altra da giustificare prezzi più che doppi rispetto alla media di mercato.

Va precisato che tale pratica non è riscontrabile solo nelle province del Sud Italia (anzi, quello che ad esempio è il problema assicurazioni a Napoli è talmente acuto che il premio medio è già sufficientemente alto da scoraggiare qualcuno!) ma anche al centro nord, in cui molte categorie (dai neopatentati a chi ha attestati di rischio incompleti o in classi di merito alte) spesso viene allontanato con questo subdolo aggiramento dell’obbligo a contrarre.

Abbinare all’assicurazione auto altri prodotti danni

Alcune compagnie vincolano la stipula di un’assicurazione auto alla stipula di una polizza danni, come può essere ad esempio la polizza infortuni al conducente o la classica assicurazione capofamiglia.

Anche questa pratica sleale è riscontrabile sia al sud che al nord indifferentemente, ed è esplicitamente esclusa dalla legge. Difficilmente il cliente denuncia l’agenzia (e ancora più difficilmente l’agenzia lascia prove di questo comportamento scorretto) … il divieto di abbinamento viene eluso spesso al fine non solo di aumentare i guadagni, ma di diversificare il rischio, rendendo meno gravosa per la compagnia la stipula di RC Auto, dal momento che i rischi vengono meglio diversificati … ma al di là di questa giustificazione tecinca ciò non toglie che tale comportamento sia immorale oltre che vietato, quindi da condannare senza compromessi.

Mancanza di agenzie al Sud Italia

La mancanza di agenzie al Sud Italia non può essere classificata come una vera e propria elusione dell’obbligo a contrarre, ma se abbinata al rifiuto di contrarre polizze per determinate province anche se queste vengano richieste ad agenti e broker del nord Italia la situazione cambia radicalmente.

Non è raro che compagnie assenti completamente da una provincia rifiutino in maniera più o meno velata la stipula di assicurazioni RCA da tali zone anche quando la richiesta dovesse “rimbalzare” al nord.

Abbiamo -come accennato- tralasciato volutamente le forme più pittoresche di elusione dell’obbligo a contrarre, ciò che è certo è che se vogliamo risolvere entro il 2013 i problemi che stanno affliggendo questo mercato scardinare queste “brutte tradizioni” è uno dei primi passi da compiere in assoluto.

L’area commenti sottostante rimane come sempre aperta a chi volesse dare la propria opinione o raccontarci una esperienza personale al riguardo.

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