Art. 18 e cassa integrazione per le assicurazioni

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La riforma dell’art. 18 sta tenendo banco da ormai parecchio tempo su quotidiani e telegiornali nazionali. Le notizie sulla riforma del lavoro si susseguono, l’ultima delle quali è l’estensione della cassa integrazione anche per assicurazioni, banche e negozi.

Cerchiamo di capire come questo ammortizzatore sociale verrà utilizzato in tali realtà, ovviamente con un occhio di riguardo al mondo assicurativo, ma senza tralasciare le altre due attività.

 

Fornero: dal 2013 cassa integrazione per le assicurazioni

Il Ministro del Lavoro Elsa Fornero è stata chiara: da autunno 2013 tutte le aziende con meno di 50 dipendenti nel settore bancario, assicurativo e del commercio saranno sottoposte ad una dura riforma del lavoro.

Preso atto della notizia restano da capire due elementi importanti:

  • quale ammontare avranno i dipendenti cassintegrati in questi tre nuovi settori
  • quanto le aziende dovranno partecipare al finanziamento di questa forma di ammortizzatore sociale

Il rischio, in assenza di queste due informazioni, è che questa proposta abbia il paradossale effetto di scontentare sia i dipendenti sia i datori di lavoro, mettendoli d’accordo nel combattere un’incognita per evitare entrambi peggioramenti delle proprie condizioni lavorative.

Elsa Fornero non ha fornito ancora indicazioni circa i requisiti e la durata di questi ammortizzatori … Cgil, Cisl e Uil, nella figura dei loro leader Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti non criticano la scelta, che in effetti potrebbe -se ben attuata- aiutare la ripresa economica, ma vogliono giustamente delucidazioni su dove si prenderanno i soldi per le casse integrazioni, visto che al momento non si vedono aumenti di costi per le imprese ma, incomprensibilmente, nemmeno per lo Stato.

Flessibilità in entrata: Ania chiamata a discuterne con Confindustria

Il discorso della flessibilità in entrata prevede una tavola rotonda tra Confindustria, Ania, Abi, Rete Imprese e Alleanza Cooperative. La riforma del lavoro Monti, che dovrebbe concretizzarsi entro fine marzo, lascia qualche perplessità anche nel leader di Confindustria Emma Marcegaglia (in foto), che fa notare come per combattere la cattiva flessibilità e creare una flessibilità in entrata virtuosa, tanto nelle assicurazioni come in altri settori, si sta prendendo una direzione poco convincente. La speranza è che quanto emergera nella tavola rotonda con Ania, Abi e le altre realtà venga ascoltato da Monti, Fornero e Passera, che se dovranno andare avanti velocemente si spera lo faranno con un minimo di consenso delle parti chiamate a sostenere i sacrifici.

Riforma della cassa integrazione: è giusto cambiare?

Gli elementi forniti dal Governo Monti per valutare questa riforma della cassa integrazione sono ancora troppo pochi per poter esprimere giudizi personali fondati su dati concreti.

Non vogliamo subito essere estremi e dire che l’art. 18 e gli ammortizzatori sociali devono essere mantenuti inalterati per sempre, ma prima di compiere operazioni così delicate in periodi già tanto difficili per i lavoratori occorrerebbe essere chiari, guadagnarsi una buona fetta di consenso e soprattutto risolvere i problemi che stanno a monte di ciò che si vuole andare a variare.

Le assicurazioni come sappiamo hanno da tempo problemi legati al rinnovo CCNLche attendono una soluzione, i dipendenti delle agenzie sono inviperiti da questo stallo ormai troppo lungo per poter essere tollerato … un intervento sulla questione contratto, culminato in una risoluzione positiva, potrebbe essere già il passo giusto per poter introdurre nuove variazioni.

Cassa integrazione straordinaria: verrà abolita?

C’è poi da risolvere il quesito riguardante la cassa integrazione straordinaria, alla quale si fa grande ricorso nei momenti di crisi come quello che stiamo attraversando: Monti e la fornero parlano di abolizione, ma i sindacati e Confindustria sono uniti per mantenerla.

Tralasciando l’ipotesi di mettere d’accordo tutti (cosa che in Italia ritengo francamente impossibile e quasi controproducente da inseguire) l’idea di instaurare un nuovo tipo di welfare nel 2013 non è sicuramente da cestinare, anzi, ma occorre chiarezza per capire chi pagherà la cassa integrazione, poiché l’idea di istituire nuovi ammortizzatori sociali senza causare aggravi nel bilancio pubblico è ai limiti tra l’incredibile e l’irrealizzabile: le piccole imprese (tra cui tante agenzie assicurative) non se la sentono di sobbarcarsi ulteirori oneri in un periodo di recessione che già ne rende difficile la sopravvivenza, le Regioni non navigano nell’oro … una rete di salvataggio per i lavoratori ci deve essere, ma deve essere tessuta con giudizio e calcolandone i costi in maniera certosina.

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