Mai più risarcimento colpo di frusta

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Il risarcimento per colpo di frusta, che potremmo sarcasticamente definire “il più amato dagli italiani” non varrà più un euro.

A stabilirlo è stata la Commissione Industria al Senato, che ha approvato l’emendamento proposto dalla senatrice del Terzo Polo Maria Ida Germontani, che al fine di ridurre drasticamente le truffe alle assicurazioni prevede un inasprimento dei criteri di valutazione del danno che andremo a vedere nello specifico.

 

Niente risarcimento se il danno non ha riscontro medico legale

I danni che non possono avere un riscontro medico legale (colpo di frusta, mal di testa ecc.) non potranno dare luogo ad un risarcimento.

La notizia, in sè e per sè, è difficile da valutare in maniera positiva o negativa: da un lato chi ha subito una lesione dovrebbe avere diritto ad un risarcimento anche se questo non può essere constatato da un medico, dall’altro si capisce immediatamente come l’attuale modello di rimborso si presti a migliaia di piccole e grandi truffe assicurative, con tutte le conseguenze negative che ne derivano, prima tra tutte l’aumento delle tariffe delle assicurazioni auto.

Buona notizia per gli assicurati?

Per gli assicurati questa modifica al regolamento può tradursi in un vantaggio ad una sola condizione: che le tariffe si contengano abbastanza da fare si che mediamente chi subisce un colpo di frusta o comunque una lesione non constatabile negli anni abbia un vantaggio economico nel non percepire un rimborso piuttosto che nel percepirlo. Difficile prevedere quanto occorre che diminuisca una tariffa perché questo accada, poiché le variabili sono troppe … se poi consideriamo che per comprendere l’entità del vantaggio o dello vantaggio bisognerebbe anche calcolare l’incidenza del risparmio nel futuro si intuisce subito come sia impossibile comprendere se questa norma sia positiva o negativa per i consumatori … l’unica certezza è che si farà un piacere alle compagnie assicurative.

Esigere cali di tariffa in cambio dell’eliminazione del risarcimento per colpo di frusta

Appurato che la convenienza economica è impossibile da determinare viene spontaneo fare una richiesta al Governo Monti: obbligare le compagnie assicurative a diminuire le tariffe, perlomeno in tutte quelle province in cui le frodi assicurative sono sempre state -a loro detta- la causa delle tariffe astronimiche che vengono praticate ai clienti, compresi quelli che non hanno mai avuto sinistri (pensiamo a posti come Napoli, Caserta, Crotone, Bari ecc.).

Del nostro stesso avviso Giovanni D’Agata, fondatore dello Sportello dei Diritti nonché componente del dipartimento telematico nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, che fa notare come un simile provvedimento può essere accettato positivamente dai consumatori solo in caso di riduzioni di tariffa tali da assicurare almeno un sollievo economico immediato alle famiglie, già sufficientemente provate dalla crisi economica.

500.000 colpi di frusta all’anno non possono essere veri

Soddisfazione da parte dell’Ania (l’Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici) che fa notare come 500.000 colpi di frusta all’anno -questo il trend in Italia- siano palesemente eccessivi: mentre in Europa mediamente nel 10% degli incidenti vengono rilevati danni alla persona, in Italia questa percentuale sale al 23% … un incidenza del 130% in più risulta francamente poco credibile anche a noi, specialmente considerando che in alcune zone d’Italia si sale al 50% (il primato assoluto delle richieste danni spetta ai pugliesi, che ogni due incidenti invocano tale risarcimento).

I 300 milioni di euro risparmiati devono rientrare nelle tasche dei cittadini

Ania sostiene che, solo considerando le frodi accertate, il meccanismo di truffe ai danni delle assicurazioni messo in atto dagli italiani fa spendere ogni anno 300 milioni di euro in più alle compagnie … così dicendo rende lecito pensare che, per ottenere un beneficio dal provvedimento, ragionando a grandi linee, almeno 300 milioni di euro dovrebbe essere la diminuzione complessiva dei premi RC Auto nel 2013 (perlomeno a parità delle altre variabili), con picchi maggiori nelle province in cui si vedrà la maggiore diminuzione di richieste di risarcimento danni … dunque in conclusione sì con riserva alla bontà dell’emendamento Germontani, che può essere tanto positivo quanto controproducente a seconda di come lo Stato, l’Isvap e i garanti vigileranno sulle tariffe dell’assicurazione auto nel 2012 e 2013.

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