La Tariffa Unica non sarà uguale per tutti

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Da un lato il sospetto era forte, ma il sen. Francesco Pontone si era pronunciato molto chiaramente sull’utilità della Tariffa Unica. Egli, napoletano ed autore dell’emendamento, era di ridurre le discriminazioni assicurative, eliminandole totalmente per coloro i quali sarebbero stati definiti “virtuosi”, ovvero con attestato completo e privo di sinistri.

Ma qualcosa, come si sospettava, è andato storto, e a pochi giorni dall’approvazione del decreto, ormai diventato legge, ANIA mette in chiaro il suo criterio interpretativo della norma, che di fatto non fa cessare la discriminazione, come vedremo ora nel dettaglio.


R.C. Auto conciliazione

La Tariffa Unica deve tenere conto della frequenza dei sinistri RCA

Vittorio Verdone (direttore auto di ANIA, l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) non ci sta all’idea di applicare la stessa tariffa ai virtuosi di tutta Italia: si appella innanzitutto al testo di legge, che così come è stato scritto lascia la libertà di applicare la tariffa solo a parità di condizioni “oggettive e soggettive”. Secondo le compagnie assicurative la frequenza dei sinistri nella propria provincia (o comune, o come abbiamo visto nei giorni scorsi addirittura quartiere!) è una condizione da dover tenere in considerazione … siccome a Napoli tale frequenza risulterebbe essere quasi doppia rispetto alla media nazionale ecco che già la tariffa unica potrebbe ritenersi inapplicabile.

Come fanno notare i componenti del comitato Mo Bast questa visione della tariffa unica tornerebbe ad essere discriminatoria nei confronti degli assicurati di alcune zone d’Italia (Campania in primis) senza contare che occorrerebbe anche, da parte delle compagnie, la disponibilità a mostrare dati concreti sulla frequenza della sinistrosità nelle varie province d’Italia, non limitandosi a semplici elenchi di numeri e percentuali.

La Tariffa Unica andrebbe contro le norme europee

Altra obiezione posta da Vittorio Verdone è che la tariffa unica RC auto entrerebbe in conflitto con il divieto da parte degli stati di intervenire sulla libertà tariffaria. Questo, come si suole dire, è un altro “paio di maniche”, che andrebbe affrontato dalle autorità competenti a giudicare, certo è che in questo caso non si tratta di un’intromissione fine a sè stessa ma di una sorta di “calmiere” volto a evitare il degenerare di una situazione francamente imbarazzante, che miete vittime non solo tra i clienti ma anche tra gli agenti assicurativi del sud Italia (e di riflesso sui loro dipendenti).

Se deve essere Tariffa Unica, che sia uguale per tutti

Si sarebbe potuto discutere a lungo prima di rendere legge il provvedimento sulla Tariffa Unica (noi in realtà lo abbiamo fatto, se seguite il link potete leggere cosa scrivevamo al momento dei lavori preliminari), ma riteniamo che una volta passata la legge, specialmente dopo che il Sen. Pontone spiegò molto chiaramente a cosa servisse questo provvedimento, non sia giusto attaccarsi a cavilli ed interpretazioni e bisognerebbe quantomeno aprire un tavolo di trattativa, tanto più che in teoria unificare la tariffa tra nord e sud non dovrebbe portare perdite alle compagnie di assicurazione (va da sè che fissare il premio medio nazionale come parametro non fa perdere un euro alle assicurazioni, poiché quello che verrebbe scontato alle regioni in cui l’RC auto è più cara verrebbe recuperato nelle province in cui si pagava meno).

Tra 15 giorni sapremo la verità

Siccome le leggi dello stato entrano in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, c’è da pazientare ancora poco e poi vedremo gli orientamenti che si daranno le varie compagnie assicurative … esisterà qualche marchio che applicherà la legge o tutti faranno orecchie da mercante? e soprattutto come verrà risolta la questione? a chi verrà data ragione? aspettiamo e scopriremo …

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