Malasanità: 1,4 miliardi di risarcimenti dalle assicurazioni

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Quando si parla di malasanità occorre rivedere drasticamente l’immagine che solitamente si ha delle compagnie di assicurazione: pare che i risarcimenti erogati ogni anno per questa causa oscillino tra 850 milioni e 1 miliardo 400 mila euro. Si capisce immediatamente, leggendo le cifre, come il settore sia ostico e poco redditizio per le imprese, che tuttavia prima di aumentare le tariffe hanno deciso di studiare la situazione, per garantire coperture più mirate ed oculate.


Polizze Infortuni

Cos’è la malasanità

Definire la malasanità in genere non è per niente facile … assicurativamente parlando invece si può dire che sia il comportamento di medici e personale sanitario in genere che dia adito a richieste di risarcimento motivate.

Nonostante la stampa del nostro Paese dia risalto soprattutto agli episodi nostrani possiamo affermare, dati alla mano, che il fenomeno malasanità è in realtà diffuso in tutto il mondo (anzi, l’Italia non sembra messa poi peggio di molti altri stati industrializzati) … nonostante ciò occorre tenere conto anche del fatto che le richieste di risarcimento sono in continuo aumento, con grande dispendio di energie (economiche e lavorative) da parte delle compagnie assicurative.

Le compagnie abbandonano il campo, AIBA cerca la soluzione

Davanti a difficoltà crescenti alcune compagnie di assicurazione stanno abbandonando il settore della sanità, preferendo concentrarsi su altri tipi di coperture … in tutto questo però AIBA (l’Associazione Italiana dei Broker Assicurativi) è al lavoro per proporre ed attuare una soluzione pubblico/privata a questo problema.

Posto che, in base al dato esposto in apertura, occorrerebbero 1,6 miliardi di euro (questo è quanto dice la proiezione per il 2012 secondo il campione delle strutture censite dal Ministero della Salute) per fornire un’adeguata copertura, si deve valutare quale sia la parte che gli istituti privati sono disposti a coprire e capire, di conseguenza, in che modo debba intervenire lo Stato Italiano a colmare il divario.

Fondo di solidarietà a integrazione della copertura

Secondo AIBA la proposta su cui lavorare si articola in 3 punti:

  • Contributo (fiscale, o ottenuto in altro modo)
  • Fondo di solidarietà
  • Copertura privata

La concorrenza di questi 3 fattori dovrebbe portare a coprire quei rischi che attualmente il settore privato non se la sente più di assicurare in completa solitudine … a fare da supporto a questa teoria c’è il fatto che un modello simile ha già ottenuto un certo successo per quanto riguarda la tutela dei rischi agricoli.

Paparella: condividere i dati per tornare a coprire i rischi

Il Presidente di AIBA Francesco Paparella è dunque fiducioso riguardo alla possibilità di tornare a coprire adeguatamente il settore sanitario, specialmente grazie soprattutto alla condivisione dei dato tra Ministero della Sanità e compagnie assicuratrici … spesso infatti più del rischio ciò che spaventa è l’incognita. Nell’ultimo anno molte gare pubbliche sono state completamente snobbate dalle compagnie, che hanno lasciate deserte le aule poiché impaurite dall’incognita di coprire strutture magari anche caratterizzate da bassa frequenza di sinistri, ma con la possibilità di dovere sborsare rimborsi ingenti.

+300% sinistri, forse in aumento con le RC obbligatorie

Negli ultimi 15 anni i sinistri denunciati da medici e ospedali sono cresciuti del 300%, una percentuale che già da sola basterebbe ad allarmare qualsiasi copertura assicurativa. In più con l’assicurazione medici obbligatoria da agosto 2012 (per chi vuole approfondire basta seguire il link) la situazione diventerà ancora più ingestibile, poiché immaginiamo che molti sinistri prima non coperti adeguatamente adesso andranno a gravare sulle assicurazioni, che sicuramente staranno meditando aumenti di tariffa per sopperire all’aggravamento del rischio.

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