Assicurazioni per la non autosufficienza: il nuovo welfare?

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Negli ultimi giorni il Ministro della Salute Renato Balduzzi si è espresso in maniera piuttosto chiara sulla necessità di un’assicurazione sociale per la non autosufficienza, destinata a tutelare anziani e disabili che, nel momento del bisogno, abbiano necessità di sostenere spese sanitarie a causa della loro condizione fisica.

Vediamo da cosa scaturisce questa esigenza, e perché non è affatto remota l’ipotesi che questo tipo di polizza diventi obbligatoria in futuro.


Legge 104

Invalidità Civile: i fondi non bastano

Sebbene il sistema del welfare in Italia stia attualmente garantendo un adeguato sostegno (almeno in linea di massima) agli italiani che ne hanno bisogno, il meccanismo che regola i fondi per questa particolare esigenza è attualmente organizzato in maniera tutt’altro che efficiente. L’idea del Governo Monti dovrebbe dunque essere quella di separare e razionalizzare l’attività dell’Istituto di Previdenza Sociale, facendo stipulare un’assicurazione obbligatoria per la non autosufficienzaa tutti i cittadini, anzi che fare versare una quota indistinta destinata a questa esigenza quando si pagano i contributi. Ci si sta interrogando su quanto sia possibile esportare il modello tedesco in Italia, quantomeno in una versione edulcorata: a quanto sembra questa tipologia di versamenti sta funzionando meglio della nostra, anche se c’è da dire che lì le polizze obbligatorie sostitutive dei versamenti alla previdenza Sociale sono ben 4 (oltre a quella per la non autosufficienza ci sono la pensionistica, l’infortunistica e quella per la disoccupazione).

Possibili benefici della previdenza privata obbligatoria

Pur non avendo la sfera di cristallo per prevedere se effettivamente il passaggio ad una previdenza privata obbligatoria possa produrre significativi miglioramenti in campo assistenziale, di sicuro dovremmo riuscire a vedere un paio di benefici:

  • si ridurrebbero gli sprechi (sicuramente affidando l’erogazione delle prestazioni ad un’assicurazione privata ridurremmo la percentuale di falsi invalidi);
  • porteremmo gli italiani -popolo sottoassicurato per eccellenza- ad avvicinarsi a questo importante genere di assicurazioni, sebbene in maniera coatta

In teoria dovrebbe esserci anche il vantaggio di una migliore resa dei versamenti anche se su questo, essendo spesso scettico dopo avere visto i risultati di diverse privatizzazioni ed esternalizzazioni, non lo vedrei come un dato certo.

Dato certo è che effettivamente sarebbe una buona idea riformare la previdenza sociale, con o senza l’utilizzo di assicurazioni Long Term Careobbligatorie, poiché la suddivisione tra INPS, FNPS e FNA più i vari fondi regionali non è certo la soluzione più economica dal punto di vista gestionale, e tutti noi comprendiamo bene, in questo momento in cui più che mai si rende necessario tagliare gli sprechi per non dovere penalizzare la spesa pubblica realmente utile, quanto tutto ciò che possa essere reso più efficiente ed economico senza perdere in prestazioni dovrebbe essere messo sotto la lente d’ingrandimento.

Tagli alla sanità: inevitabili?

I tagli alla sanità che sono stati decisi negli ultimi messi (stimati in 8 miliardi di euro) hanno messo a rischio il Patto per la Salute tra Stato e Regioni, ma l’idea di sopperire con un’assicurazione privata obbligatoria non piace a tutti: ad esempio Romano Colozzi, assessore alla sanità della regione Lombardia e coordinatore al bilancio della Conferenza Regioni sostiene che un’assicurazione per la non autosufficienzanon piacerebbe agli italiani, che rischierebbero di equivocarla per una nuova tassa, e siccome la situazione fiscale è già gravosa com’è adesso si dovrebbe trovare un’altra soluzione.

Ma quale soluzione si può trovare? oltre al tentativo di restaurare, razionalizzandolo, l’odierno sistema nel tentativo di ridurre gli sprechi, l’alternativa alla LTC obbligatoria non può che essere cercare soldi da un’altra parte, il che -a nostro avviso- non risolverebbe il problema del fatto che il cittadino percepirebbe nuove spese come tasse.

Non siamo nella testa del Ministro della Salute Balduzzi, tantomeno in quella di Mario Monti, ma abbiamo l’impressione che cominciare a calcolare se avremmo una resa nel mettere in moto questo meccanismo parzialmente alla tedesca potrebbe valere la pena.

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