Rapimenti di italiani all’estero: le assicurazioni cercano soluzioni

0

In questi giorni si parla molto di italiani rapiti all’estero: le compagnie di assicurazioni, sempre attente a questo delicato segmento, stanno valutando le migliori soluzioni per riuscire a venire incontro alle esigenze dei clienti (in particolare degli armatori di navi) che richiedono coperture al fine di scongiurare perlomeno il lato economico di questi tristi avvenimenti. Il suggerimento non sarebbe poi così irragionevole, anche perché i rapimenti normalmente costano assai più di quanto si venga poi a sapere, dal momento che i Paesi coinvolti nelle trattative tendono poi a negare il pagamento del riscatto.

 

L’elenco degli italiani rapiti

Al momento gli italiani rapiti all’estero sono tre, molti dei quali trattenuti in località dell’Africa o dell’Asia, vediamo chi sono:

  • Giovanni Lo Porto: da gennaio 2012 questo cooperante umanitario è trattenuto presumibilmente in Pakistan. Si trovava nella regione del Punjab (per la precisione nella città di Multan) per costruire alloggi di emergenza per conto dell’organizzazione tedesca  Welthehungerhilfe, ora sembra scomparso nel nulla.
  • Rossella Urru: rapita nell’agosto 2011 assieme a due colleghi spagnoli (Enric Gonyalons e Ainhoa Fernandez), è sicuramente la sequestrata di cui si è parlato di più negli ultimi anni … migliaia di persone mobilitate, sia sui social network sia su carta stampata e televisioni (Gepi Cucciari ha anche ricordato la sua sparizione sul palco del Festival di Sanremo), ma di questa cooperatrice purtroppo ancora nessuna traccia. Scomparsa da Hassi Raduni, nel Sahara Occidentale, questa cooperatrice del Cisp non ha ancora avuto la possibilità di tornare a casa.
  • Bruno Pellizzari: rapito il 26 ottobre 2010, spesso non figura nelle liste poiché italiano ma di cittadinanza sudafricana acquisita. Rapito insieme a Debora Calitz da pirati somali, è stato prelevato dallo yacht “Saint Choizil” al largo della Tanzania. Si salvò dal sequestro solo lo skipper Peter Eldridge. Per un breve periodo si è temuto il peggio, ma il 18 ottobre i squestratori hanno consesso a Pellizzari di telefonare a casa.

Chi sequestra gli italiani?

Secondo le assicurazioni, i maggiori pericoli di sequestro derivano, oltre che dalla pirateria (diffusa soprattutto nel Corno d’Africa) da organizzazioni criminali come Al Qaeda (specialmente nel Maghreb Islamico), Boko Haram (setta religiosa di fanatici attiva in Nigeria) e gli Al Shabaab (movimento attivo specialmente in Somalia, di sedicenti giovani mujahidin). La varietà di organizzazioni da cui può provenire il pericolo rende difficile la prevenzione, anche se, come nel caso della pirateria marittima, i grandi istituti assicurativi tentano in ogni modo di prevenire il pericolo (al riguardo consigliamo di seguire il link per un interessante approfondimento).

Assicurazioni rapimenti

Sebbene negli ultimi tempi si siano risolti quasi tutti i caso di ostaggi italiani all’estero (i più importanti che ricordiamo sono l’equipaggio della Enrico Ievoli, Maria Sandra Mariani, Claudio Colangelo e Paolo Bosusco) statistiche alla mano sembra che i rapimenti siano in aumento.

Le compagnie assicurative permettono di stipulare contratti che offrano un risarcimento economico in casi del genere, e addirittura in molti chiedono che venga istituito un obbligo, per chi viaggia nei Paesi a rischio, stipulare una polizza di questo genere, in modo da non gravare sulle spalle di nessuno in caso si venga rapiti (il più autorevole tra gli istituti che ha invocato questa legge è stato il Copasir -Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica- presieduto da Francesco Rutelli). L’obbligo dovrebbe scattare per tutti i tour operator che organizzano viaggi in aree a rischio, e il costo dovrebbe ovviamente gravare su chi desidera andare in tali zone.

Share.

Commenta qui