Divieto di interlocking: cos’è e come funziona

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Il Governo Monti ha introdotto il divieto di interlocking nell’ambito del progetto di riforma e liberalizzazione del settore assicurativo (art. 36, D.L. n. 201/2011, ormai conosciuto anche come “Decreto Salva Italia”). Vediamo in cosa consiste questa nuova norma a cui attenersi, quali sono le sanzioni per chi non la rispetterà e soprattutto quali siano le motivazioni che hanno portato ad una decisione tanto attesa.

Cos’è il divieto di interlocking

Dare una definizione di divieto di interlocking è semplice, poiché la si evince dallo stesso art. 36 della Manovra Salva Italia (Tutela della concorrenza e partecipazioni personali incrociate nei mercati del credito e finanziari): si intende essere il divieto

“ai titolari di cariche negli organi gestionali, di sorveglianza e di controllo e ai funzionari di vertice di imprese o gruppi di imprese operanti nei mercati del credito, assicurativi e finanziari di assumere o esercitare analoghe cariche in imprese o gruppi di imprese concorrenti”.

Assai meno semplice sarà presumibilmente il ruolo di Isvap, Consob e Banca d’Italia, che dovranno risolvere una serie di complesse questioni legate all’interpretazione della norma.

Le dimensioni dei gruppi assicurativi e bancari

Uno dei primi problemi interpretativi che si sono posti è: quali devono essere le dimensioni minime di un’impresa o gruppo perché valga la pena far scattare effettivamente il divieto di interlocking? in attesa di interpretazioni definitive si è momentaneamente stabilito che la norma scatterà quando sarà coinvolta almeno un’impresa o gruppo con un fatturato -a livello nazionale- pari o superiore a 47 milioni di euro, per le banche ed altri intermediari finanziari per fatturato si intenderà un decimo dell’attivo dello stato patrimoniale esclusi i conti d’ordine, e per le imprese di assicurazione i valori dei premi incassati (valori sono calcolati secondo legge 10 ottobre 1990 n.287).
Un’obiezione sensata che è stata posta, e della quale mi auguro si tenga conto, è che il divieto di interpolazione dovrebbe scattare non solo quando si tratta di aziende o gruppi già di grandi dimensioni, ma anche quando si suppone che l’attività abbia il potenziale per arrivare a raggiungere una dimensione tale da potere seriamente servire una tutela della concorrenza.

divieto di interlocking

Quali sono le imprese interessate dalla norma?

Nella pratica, quali imprese saranno interessate dal divieto di interlocking? al momento sono state individuate le seguenti categorie:

  • banche
  • compagnie assicurative
  • riassicurazioni
  • Sim, Sgr, Sicav
  • istituti di pagamento
  • IMEL (istituti di moneta elettronica)
  • Poste Italiane SpA (relativamente alla sola attività Bancoposta)
  • Cassa Depositi e Prestiti

Manovra Salva Italia: scacco matto alle alleanze tra assicurazioni e banche

In teoria la soppressione degli interlocking directorates dovrebbe porre fine agli accordi tra assicurazioni, banche e istituti finanziari in genere in grado di limitare la concorrenza in questi settori. Ovviamente è ancora troppo presto per dire che la cosa stia avendo successo, occorrerà quantomeno lasciare trascorrere tutto il 2012 (forse anche parte del 2013) prima di farsi un’idea concreta sull’utilità di questa norma, ma di sicuro questo punto del decreto Salva Italia servirà quantomeno a dare un segnale concreto di volontà contro agli intrecci di interessi tra le big dei vari settori, utile specialmente per la parte successiva del progetto di Mario Monti ovvero quel progetto Cresci Italia di cui abbiamo già fornito utili anticipazioni che troverete seguendo il link.

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