Antiriciclaggio nelle assicurazioni: al via nuovo regolamento

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L’Isvap ha varato il nuovo regolamento antiriciclaggio per le assicurazioni con regolamento n. 41 del 15 maggio 2012.

Il documento si occupa, oltre che di contrastare il riciclaggio di denaro, anche di continuare la lotta al finanziamento del terrorismo ed è diviso in ben 27 articoli in IV capi. Vediamo velocemente quali sono i punti salienti di tale scritto, in modo da capire in che modo gli intermediari assicurativi dovranno adattarsi alle nuove norme.


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Prevenire e contrastare il riciclaggio in relazione alle dimensioni dell’azienda

L’art. 4 prevede la dotazione di una apposita struttura organizzativa interna alla compagnia, le cui dimensioni dovranno essere rapportate a quelle dell’azienda, nonchè alla propria natura e caratteristiche operative … questo porterà all’ovvia conseguenza che grandi imprese come Generali, Allianz, Ina Assitalia o Fondiaria Sai  avranno strutture di controllo più imponenti di quelle delle piccole compagnie (anche perché si presume siano più a rischio dal punto di vista di questo genere di criminalità).

Responsabilità dell’antiriciclaggio

Alcuni progressi importanti sono stati fatti anche sul versante “antiriciclaggio e responsabilità d’impresa”, sancendo che le compagnie assicurative sono responsabili di eventuali propri errori al riguardo, anche se decidessero di fare outsourcing per quanto riguarda le attività di controllo: l’art. 13 (Esternalizzazione della funzione antiriciclaggio) recita infatti così:

“Le imprese nelle quali, per le ridotte dimensioni e per le caratteristiche operative, l’istituzione di una specifica funzione antiriciclaggio non risponda a criteri di economicità, possono esternalizzare tale funzione, anche nell’ambito del gruppo assicurativo, nel rispetto delle condizioni di cui al capo VIII del Regolamento ISVAP n. 20 del 26 marzo 2008 ed ai commi successivi del presente articolo. La responsabilità per la corretta gestione dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo rimane, in ogni caso, in capo all’impresa”.

Come doveroso dunque le compagnie assicurative, anche quando autorizzate a delegare a terzi i compiti di controllo non sfuggiranno alle proprie responsabilità, esattamente come qualunque altra struttura che debba sottostare alle normative contro il riciclaggio di denaro.

2012 e 2013: gli anni buoni per sconfiggere il riciclaggio?

Non vogliamo sognare troppo, quindi ci guarderemo bene dal dire che il 2012 e il 2013 saranno anni che segneranno la sconfitta definitiva del fenomeno riciclaggio … tuttavia dobbiamo dire che la nuova normativa, letta nel dettaglio, appare completa e decisamente stringente (non abbiamo scelto di scendere in tecnicismi, ma il testo è liberamente consultabile sul sito ufficiale Isvap), e il dettaglio di riterene le compagnie sempre e comunque responsabili delle loro azioni dovrebbe anche incitare ad una applicazione della legge non superficiale.

Il Governo Monti sta facendo un lavoro volto effettivamente a cercare di tagliare il più possibile le vie di “pulitura” del denaro sporco, sia esso quello di privati cittadini italiani, di organizzazioni malavitose o di terroristi internazionali, il che -oltretutto- alla lunga dovrebbe giovare anche alle compagnie assicurative (è ovvio che a quasi qualsiasi azione malavitosa corrisponde un risarcimento danni, a volte piccolo in caso di furti o incendi, a volte maggiore, basti pensare a quanto siano costato ai Lloyd’s e alle assicurazioni in genere il crollo delle Torri Gemelle del famigerato 11 settembre).

I primi risultati sono effettivamente attesi tra fine 2012 e inizio 2013, ma presumibilmente ci vorranno parecchi anni prima che le organizzazioni malavitose, mafiose e terroristiche si trovino senza mezzi per riciclare il denaro sporco (la storia ci ha già dimostrato in passato quanti e quali mezzi siano in loro possesso quando si tratta di eludere le contromisure prese per contrastarli), ma ci farebbe piacere se anche le compagnie assicurative riuscissero a dire la loro nella lotta alla criminalità.

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