Zone più sismiche d’Italia: quali sono? le assicurazioni interessate.

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Quali sono le zone più sismiche d’Italia? La domanda è tristemente d’attualità per due motivi: il primo è che come spesso accade, il terremoto che il 20 maggio 2012 ha colpito Modena, San Felice sul Panaro e le regioni circostanti l’epicentro, ha scatenato una psicosi in alcune persone, che comprensibilmente cercano di scoprire quanto sono in pericolo in caso di sisma; la seconda, assai più razionale, è dettata dal fatto che lo Stato delegherà le assicurazioni al risarcimento danni per le calamità naturali ben presto (c’è già un decreto legge), percui le compagnie assicurative vedranno incrementare notevolmente la stipula di contratti in grado di dare coperture per questi disastri naturali, e c’è bisogno per il 2013 di tabelle più precise possibile.

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Chi è più a rischio terremoto in Italia?

Premesso che quasi tutta l’Italia è a rischio terremoto, la classificazione sismica che attualmente utilizzano le compagnie di assicurazione si basa sulla frequenza degli eventi nel tempo, alla loro intensità e al PGA (Peak Ground Acceleration o Picco di accelerazione al suolo), va da sè che specialmente i primi due elementi sono soggetti a correzioni mano a mano che i disastri si verificano (sul terzo, non essendo sismologi, preferiamo non dilungarci onde evitare di dire castronerie, anche se l’intervento di un esperto nell’apposita area commenti non potrà che essere benvenuto).

Le zone di rischio sono 4, grossomodo così suddivise:

  • Livello di pericolosità 1: la zona più temibile, comprende comuni nelle province di Udine, Terni, Ascoli Piceni, Macerata, L’Aquila, Campobasso, Isernia, Foggia, Potenza, Frosinone, Caserta, Avellino, Salerno, Cosenza, catanzaro, Vibo Valentia,Reggio Calabria, Messina, palermo e Trapani.
  • Livello di pericolosità 2: rischio medio, è una porzione di territorio molto estesa, che prende parte del Piemonte al confine con la Francia, porzioni di Ponente Ligure, Lobardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, e tutta la dorsale appenninica non inserita in zona 1, dalla Lunigiana alla Calabria … anche la maggior parte della Sicilia è inserita in questa zona.
  • Livello di pericolosità 3: rischio basso, di fatto si ritrova questa classificazione nelle immediate vicinanze della zona 2, in quasi tutte le regioni d’Italia.
  • Livello di pericolosità 4: rischio molto basso. Chi abita in questa fetta d’Italia (non molto estesa, purtroppo) può tirare un sospiro di sollievo. In zona 4 ci sono le zone di Trieste, Genova, quasi tutta la Valle d’Aosta e il Trentino Alto Adige, buona parte della pianura padana, l’isola d’Elba e il tratto di costa ad essa antistante, tutta la Sardegna, la porzione di Puglia che va da Bari al Salento e piccola parte della Sicilia meridionale.

Va da sé che quando l’assicurazione diventerà un obbligo morale (dovrebbe rimanere facoltativa, ma non è un buon motivo per non stipularla) ci saranno due buoni motivi per ritenere importante questa tabella:

  1. Gli abitanti delle prime 3 zone saranno quelli realmente incentivati ad assicurarsi per i terremoti
  2. La tariffa presumibilmente terrà conto della sismicità delle varie province d’Italia

già nel 2013 (forse nel 2012) si inizierà a parlare di nuove tariffe nel caso effettivamente le polizze andassero a sostituire in tutto e per tutto lo Stato italiano.

Al Sud Italia ancora una volta si pagherà di più?

Relativamente al rischio sisma (non stiamo tenendo in considerazione altri tipi di calamità naturale) si pagherà di più al sud Italia che a Nord? In teoria il discorso dovrebbe valere solo per alcune regioni (Calabria e Campania sono le più “rischiose”) mentre altre dovrebbero essere più o meno in media con le regioni del centro nord (Puglia e Sicilia ad occhio dovrebbero pagare meno -ad esempio- del Friuli Venezia Giulia.

La speranza ovviamente è che i cittadini vigilino sulle tariffe delle assicurazioni, stando attenti a non essere discriminati, e segnalino immediatamente agli organi di vigilanza variazioni anomale a livello di tariffa (se vogliamo dirla tutta ci sono fondati motivi di ritenere che i costi di ricostruzione siano leggermente più bassi a sud che a nord Italia!).

Assicurazione terremoto: obbligatoria o facoltativa?

A quanto sembra l’assicurazione per i terremoti e le calamità naturali in genere sarà facoltativa, questo ha deciso il Governo Monti, modificando la proposta originaria (risalente ancora al Governo Berlusconi) in cui si proponeva che la polizza diventasse obbligatoria per tutte le case italiane.

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