Svizzera: addio banche, arrivano le assicurazioni

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La Svizzera, da sempre famosa per le sue banche, sembra avere riscoperto in questi tempi di crisi economica e finanziaria il valore e l’efficienza delle sue assicurazioni, che negli ultimi dieci anni, dati alla mano, hanno lavorato assai meglio dei tanto decantati istituti bancari: scopriamo perché in territorio elvetico le compagnie assicurative si preparano ad essere la nuova potenza economica.

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Creazione di valore aggiunto alle stelle

Nel decennio 2001-2011 le assicurazioni svizzere hanno creato 13,4 miliardi di franchi di valore aggiunto in più (da 12,3 a 25,7), mentre le banche sono passate da 41 miliardi di franchi a 35 (perdendone cioè ben 6!) … da questo quadro emerge che le compagnie assicurative non solo non sono state intaccate dalla crisi (perlomeno in Svizzera), ma anzi ne hanno saputo in un certo senso approfittare.

Zurich, Swiss Re e Basilese le più efficienti

Tra le tantissime compagnie del panorama assicurativo svizzero spiccano per quanto riguarda la creazione di valore aggiunto Zurich (ben nota anche il Italia), la compagnia di riassicurazione Swiss Re e Basilese (conosciuta anche come Baloise) … a quanto pare tra i motivi che hanno giustificato l’eccezionale prestazione delle assicurazioni elvetiche c’è anche l’accorpamento delle piccole compagnie nell’orbita di quelle più grandi, a farlo notare è anche la portavoce dell’Associazione Svizzera delle assicurazioni (ASA) Selma Frasa-Odok.

Le assicurazioni creano nuovi posti di lavoro

Oltre alla razionalizzazione, al taglio degli sprechi e al conseguente aumento dell’efficienza, le assicurazioni svizzere sono anche riuscite nel lodevole intento di aumentare il numero degli occupati (già il tasso di disoccupazione svizzero è tra i più bassi al mondo, quindi non era facile!) … si stima che negli ultimi dieci anni siano quasi 50.000 i posti di lavoro creati dal settore.

Previsioni rosee

Insomma, alla base dei dati dell’ultimo decennio le previsioni per il 2013 e gli anni a venire sembrano rosee, tanto che secondo Hato Schmeiser, docente presso l’Università di San Gallo e consulente per diverse assicurazioni svizzere, dovremmo abituarci in futuro ad identificare la Svizzera non più come il Paese delle banche, bensì come quello degli istituti assicurativi.

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