Il plurimandato assicurativo è stato davvero introdotto?

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Il governo Monti ci aveva già provato alcuni mesi fa, ma solamente adesso c’è ufficialmente riuscito: l’art. 22 del Decreto Sviluppo 2.0 è stato approvato e le cosiddette “misure a favore della concorrenza e della tutela del consumatore nel mercato assicurativo” sono finalmente realtà. Andiamo tuttavia a scoprire cosa davvero è diventato legge, per non cadere nel tranello e pensare che il plurimandato obbligatorio sia diventato realtà.

plurimandato assicurativo

Cosa dice realmente il decreto sviluppo?

Vediamo in breve cosa dice riguardo alle assicurazioni il famoso Decreto Sviluppo:

  • viene abolito il tacito rinnovo dai contratti (anche non RC Auto)
  • il termine di prescrizione per le polizze vita dormienti viene riportato da 2 a 10 anni
  • viene introdotto il “contratto base RCA” utile per comparare i costi delle varie compagnie assicurative
  • informatizzazione (secondo procedure simili all’home banking) per offrire ai clienti servizi via internet per visionare scadenze di polizza, termini sottoscritti, pagamenti, ecc.
  • gli intermediari potranno collaborare con altri colleghi (del settore assicurativo o riassicurativo purché regolarmente iscritti al RUI) in piena trasparenza nei confronti dei consumatori e sancendo come nulli eventuali divieti da parte delle compagnie di appartenenza

va da sé che, fermo l’interesse dei 4 punti precedenti, solo l’ultimo interessa la faccenda plurimandato, e per di più in maniera solo marginale.

Sbagliato parlare di plurimandato

Leggendo le poche righe che il decreto riserva alla faccenda evinciamo che è sbagliato parlare di plurimandato assicurativo come stanno facendo quasi tutte le testate in queste ore … prendendo il testo in maniera letterale possiamo vedere ciò che è stato scritto:

“Al fine di favorire la concorrenza nel settore si consente agli intermediari di poter collaborare con altri soggetti iscritti al Registro degli intermediari assicurativi e riassicurativi, garantendo piena informativa e trasparenza nei confronti dei consumatori e sancendo la nullità di ogni patto contrario tra compagnia assicurativa ed intermediario”.

Un po’poco per cantare vittoria: prima di tutto non si parla di mandati, ma di semplici accordi (possiamo aspettarci che gli assicuratori vedranno le loro provvigioni “fuori mandato” più basse di quelle regolamentate, poiché chi erogherà il servizio tratterrà una percentuale -in pratica si allunga di un passaggio la trafila), in secondo luogo la non obbligatorietà rende tuttora ricattabili gli agenti assicurativi, che continueranno a subire le minacce delle compagnie, come già accaduto dopo la Legge Bersani per il plurimandato RC Auto. Insomma, il governo Monti e le autorità in genere potevano fare di più, anche se evidentemente il procedere per gradi è stata una scelta dettata dalla volontà di riuscire a fare passare almeno alcuni blandi provvedimenti, visto che quelli realmente vantaggiosi per il cliente si sono già tutti fermati prima di diventare legge.

Per valutare gli effetti sulle tasche dei cittadini non ci resta che aspettare il 2013, ma se non noterete grossi risparmi ricordatevi di quanto abbiamo anticipato in questo articolo (ovviamente scriviamo questo nella speranza di sbagliarci!).

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