Assicurazioni dormienti, Monti proroga i termini

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Per quanto riguarda le assicurazioni dormienti (stiamo ovviamente parlando di polizze vita) il governo tecnico di Mario Monti ha spazzato via il cosiddetto “scippo Tremonti”, ovvero la riduzione del termine di prescrizione per ritirare il denaro, abbassato dal governo precedente da 10 a 2 anni e riportato ora nuovamente a un decennio.

Problemi derivanti dalla morte dell’intestatario

Il termine abbassato a 2 anni per ritirare il denaro delle polizze dormienti è stato giudicato insufficiente a garantire il rimborso del denaro specialmente in caso di morte dell’intestatario di polizza. La legge del 16 ottobre 2008 era già da tempo oggetto di critiche (il fatto che il beneficiario delle polizze vita diventasse lo Stato, sebbene sotto forma di Fondo per le vittime delle frodi finanziarie, non piaceva a nessuno) ed il fatto che il provvedimento avesse effetto retroattivo dal 2005 non fece altro che alimentare il sospetto che Tremonti e colleghi avessero trovato una maniera comoda per riuscire a rimpinguare le casse dello Stato … finalmente si pone fine a quella che venne vista come un’ingiustizia non solo dalle Associazioni di Consumatori, ma anche quelle dei bancari e dei broker assicurativi: dobbiamo ammettere che con questo provvedimento Mario Monti, spesso accusato di fare troppo smaccatamente gli interessi di banche e assicurazioni (la maggior parte delle volte le accuse erano fondate, tra l’altro!) ha posto fine ad un provvedimento che aveva messo d’accordo tutti nell’essere ritenuto penalizzante per il consumatore.

La proroga dei termini suggerisce una riflessione

La proroga dei termini per il ritiro dei capitali dalle polizze dormienti non può che riportare alla luce una vecchia questione relativa al mondo delle assicurazioni sulla vita: per tutelarsi dal rischio di premorienza non è necessario effettuare versamenti in un piano di accumulo (soggetto oltre che a mille insidie anche al rischio che gli eredi perdano il versato a causa di disattenzioni o leggi sbagliate!) ma è sufficiente versare quote assai più contenute in una polizza temporanea caso morte: i premi versati saranno a fondo perduto in caso di sopravvivenza dell’assicurato, detraibili fiscalmente, e le regole della polizza saranno chiare fin da subito. Ovviamente esigenza diversa è la costruzione della pensione, che ovviamente non può costruirsi tramite versamenti e fondo perso ma richiede una consulenza attenta per valutare quale sia la soluzione migliore per il cliente, dal fondo pensione aperto alla polizza PIP fino a soluzioni meno canoniche ma che, in alcuni casi particolari, possono fare la felicità del cliente.

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