La Tobin Tax sbarca in Italia

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Se ne è parlato per un anno circa, e alla fine a quanto pare la Tobin Taxsbarcherà in Italia: Mario Monti conferma ancora una volta il suo “pallino” per questa particolare forma di tassazione, che ben poco ha a che vedere con le idee liberal del professore bocconiano.

Non vi spiegheremo cos’è la Tobin Tax, perché lo abbiamo già fatto in precedenza (troverete la definizione e tutto quanto può tornarvi utile seguendo il link qua sopra), ma andremo a vedere quali sono state le reazioni a questa decisione e quali effetti essa avrà su assicurazioni, banche, investitori e sui mercati in genere.


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Tobin Tax: mostro di Loch Ness o ancora di salvezza?

La Tobin Tax è stata sagacemente ribattezzata da Mario Monti “il mostro di Loch Ness della finanza”, ad indicare uno spauracchio che periodicamente appare, scompare e riappare a terrorizzare i mercati … c’è da dire che il nostro Premier ha scelto quello che tecincamente è il momento più fruttuoso per introdurla, ovvero quando ben 11 paesi dell’Unione Europea si sono messi d’accordo all’Ecofin del Lussemburgo per inserirla nella loro politica fiscale. Come ha affermato recentemente Marchionne si tratta di un gesto indubbiamente carico di significato che rischia di non aiutare per niente l’agognata crescita economica di cui ha bisogno l’Italia … difficile dire se ciò possa essere o meno vero, sia perché le parole di Marchionne in un momento simile difficilmente potrebbero non essere critiche, sia perché -se da un lato Monti, ex allievo universitario del Premio Nobel per l’economia James Tobin, conosce bene il meccanismo sottostante a questa particolare tassa- inserirla in un momento in cui la pressione fiscale è al massimo sopportabile e non sta permettendo un reale rilancio degli affari potrebbe essere deleterio, come dire che si rischia di fare la cosa giusta nel momento sbagliato.

Fuga di capitali dietro l’angolo?

Altro problema da porsi prima di introdurre effettivamente la Tobin Tax è se questa potrebbe causare (sarebbe meglio dire “aggravare”) la fuga di capitali dal nostro Paese.

Se da un lato, come accennavamo in precedenza, introdurla di comune accordo in 11 Paesi dell’Eurozona ci mette al riparo dal pericolo che i capitali italiani fuggano presso i nostri vicini, dobbiamo tenere conto che in un’epoca in cui la finanza è globalizzata sono talmente tante le opportunità di creare un’emorragia di capitali anche senza spostarli troppo vicino che il pericolo effettivamente è reale … su questo pesa molto la speranza che i tecnici del Governo (Monti in primis, ma anche il Ministro dell’Economia Vittorio Grilli) abbiano fatto bene i loro calcoli su questo che è uno degli effetti più noti dell’applicazione di tale regola.

La Tobin Tax entrerà davvero in vigore nel 2013?

Nel caso l’iter di approvazione andasse a buon fine riteniamo che la Tobin Tax potrebbe entrare in vigore già a inizio 2013 in Italia … a giudicare dai tempi molto stretti che i governi UE si sono dati per il primo step (ovvero la lettera formale con cui Italia, Spagna, Slovacchia ed Estonia dichiareranno la loro intenzione di dare il via all’operazione, che dovrà pervenire entro pochissimi giorni) l’intenzione è quella di introdurre eventualmente la tassa quanto prima, senza convincere a partecipare i nostri vicini che attualmente desiderano starne fuori, principalmente Gran Bretagna, Svezia, Olanda e Irlanda … che essi vedano questa decisione come un “favore indiretto” di cui approfittare? solo il tempo ci risponderà.

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