La classe di merito dell’italiano medio

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Da una ricerca effettuata dal popolare portale di assicurazioni Facile.it scopriamo la classe di merito dell’italiano medio, ovvero quella che rappresenta meglio la situazione dei proprietari di autovetture della nostra nazione, e può essere presa come riferimento per capire se la nostra CU è alta o bassa.

La classe di merito dell’italiano medio è la CU4

Dall’indagine emerge che la classe di merito dell’italiano medio è la CU4… si tratta come potete notare di un dato che livella verso il basso il fatto che ci si possa definire o meno “in una classe alta”, se si pensa che esse sono 18, e che quella di entrata è la 14, non è difficile comprendere che emerge un quadro di virtuosismo da parte dei nostri connazionali alla guida, e al contempo pone forti dubbi circa l’utilità di avere un attestato di rischio privo di sinistri.

La classe di moda è la CU1

Oltre alla classe di merito dell’italiano medio emerge prepotentemente dall’indagine anche la moda degli italiani (ovviamente intesa in senso statistico!) che è la CU1 … il dato che ci porta a chiedere una riforma del bonus malus nel 2013 non è tanto quello per il quale la classe di merito uno sia quella che più italiani hanno segnata sull’attestato di rischio, bensì il fatto che la percentuale di coloro i quali possono vantarla è il 47% … va da sè che siccome metà degli italiani viaggiano in prima classe e l’altra metà in CU comprese tra la 2 e la 18 il meccanismo del b/m non ha più senso di esistere così come è adesso, poiché non è più in grado di distinguere i vari gradi di virtuosità e dare ad essi il giusto peso quando si tratta di andare a pagare il premio dell’assicurazione RCA.

Il proprietario medio è anziano e con tanti anni di patente alle spalle

Come mai gli italiani sono per metà in classe 1? La risposta è presto data, perché il proprietario di auto medio in Italia è avanti con gli anni, e questo aiuta sicuramente ad avere una CU bassa (basti pensare che tra i pensionati la percentuale di coloro i quali si trovano in “1″ raggiunge il 66%!), mentre spesso si preferisce intestare a sè stessi la macchina che guidano i nostri figli ancora giovani, creando un’ulteriore distorsione in questo fragile equilibrio. A ulteriore conferma del fatto che non esiste più una correlazione stretta tra guida virtuosa e CU migliore rispetto agli altri c’è anche lo sconcertante dato per cui anche il 14,6% degli studenti è già in prima classe (ovviamente non perché abbia guidato bene ma perché ha avuto la fortuna di acquisirla da un parente convivente grazie alla Legge Bersani).

Insomma, ormai se non si guarderà al 2013 come un anno di riforme in ambito assicurativo, ed in particolare riguardo al meccanismo bonus/malus nell’RC Auto, la situazione prezzi risulterà ancora più distorta rispetto al passato, chi accumulerà nuovi 0 sull’attestato di rischio troveranno diminuzioni di premio insoddisfacenti (per quest’anno in cui la diminuzione sarà obbligatoria, ma dal 2014 potrebbe addirittura trovare aumenti pesanti) mentre chi ha già raggiunto il massimo del virtuosismo e non può più scendere si troverà in una situazione tutto sommato ancora peggiore.

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