Caso Unipol: per Berlusconi chiesto 1 anno di carcere

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Si annunciano tempi duri per Silvio Berlusconi, questa volta per un caso riguardante le assicurazioni: i magistrati chiamati ad indagare sul caso Unipol hanno chiesto 1 anno di carcere per Silvio Berlusconi, accusato di rivelazione di segreto d’ufficio, mentre per il fratello Paolo Berlusconi il PM ha chiesto 3 anni per le accuse di concorso in abuso d’ufficio e ricettazione.

 

Sotto accusa la pubblicazione della telefonata Fassino-Consorte

A tirare in ballo Silvio Berlusconi nel corso delle indagini sul caso Unipol è stata la vicenda legata alla vendita al quotidiano “Il Giornale” della telefonata tra Fassino e Consorte, in cui l’ex segretario dei DS rivelò all’allora presidente Unipol Giovanni Consorte “con Abete sto abbottonatissimo”, riferendosi alla scalata a BNL, Antonveneta ed RCS, una di quelle famose intercettazioni in cui politici non indagati venivano registrati poiché a colloquio con persone indagate a vario titolo (l’ex premier a sua volta fu già in passato anche vittima di tale pratica, ma questa volta pare essere parte in causa per quanto riguarda la divulgazione al pubblico).

Berlusconi ricattato da Raffaelli

Silvio Berlusconi secondo i magistrati si è reso complice di Raffaelli (capo della società che gestiva le intercettazioni) facendosi ricattare per lunghi periodi dallo stesso e dai suoi uomini senza rivelare l’avvenimento alle forze dell’ordine che gli fossero stati chiesti dei soldi per avere ottenuto illegalmente l’intercettazione relativa al caso Unipol.

Per chi volesse saperne di più su questa vicenda (al di là delle implicazioni dell’ex Presidente del Consiglio) consigliamo i nostri vecchi articoli sul caso Unipol raggiungibili seguendo il link.

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