Si farà la riforma delle assicurazioni?

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Ora che le elezioni politiche 2013 sono cosa quasi conclusa (mancano praticamente solo i voti degli italiani all’estero) è tempo di interrogarsi circa le reali possibilità che una riforma in ambito assicurativo venga fatta a breve, e in cosa eventualmente potrebbe consistere visto il peso assunto dai vari schieramenti nel nuovo assetto politico.


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I numeri per a riforma ci sono, bisogna mettersi d’accordo su come attuarla

Il primo dato che salta agli occhi è che gli schieramenti più propensi a risolvere il problema del caro RC Auto hanno i numeri sia alla Camera sia al Senato per approvare un cambiamento. Mentre scriviamo l’asse Bersani-Monti risulta avere 385 seggi sui 617 finora assegnati, mentre al Senato i “riformisti dell’RC Auto” avrebbero 138 seggi su un totale di 309 … visto l’andamento parziale dello scrutinio dei seggi esteri ipotizziamo che la situazione sarà ulteriormente stabile da questo punto di vista, percui i numeri per arrivare quantomeno alla tariffa unica ci sono tutti. A ulteriore garanzia di questa nostra analisi c’è il fatto che si è visto negli ultimi due governi che anche singoli senatori del PDL si schierarono a favore della tariffa unica, percui la speranza è che continuerà questa tradizione nel richiedere una riforma “trasversalmente” al di là delle promesse dei singoli candidati dei vari schieramenti.

Siccome anche il Movimento 5 Stelle è intenzionato a provvedimenti perridurre i prezzi delle assicurazioni, ma non ha mai parlato di tariffa unica, bensì di creazione di una compagnia di Stato pronta a fare concorrenza a quelle private, possiamo supporre che lo scontro sarà non tanto sul bisogno di riformare quanto su come operare per ridurre i prezzi. Numericamente e per una questione di fattibilità possiamo prevedere che la maggior parte delle energie si concentrerà sulla tariffa unica, poiché la statalizzazione (che precisiamo essere solamente parziale) del settore assicurativo, come già abbiamo scritto ieri, finirebbe col configurarsi come un’ingerenza statale negli affari privati.

Auspichiamo responsabilità e collaborazione sui punti concordanti

Dovendo dare un parere personale, riteniamo buona l’idea emersa, tra le altre, di discutere punto per punto tra le varie forze di Governo le proposte, tra cui ovviamente speriamo ricadano anche quelle per il settore RC Auto. Siamo fiduciosi che, essendo lo stop al caro prezzi una questione di buon senso e -in alcune province- di eliminazione delle discriminazioni assicurative, i neo-eletti deputati e senatori sappiano quantomeno instaurare un dialogo costruttivo per il bene del Paese e magari, con entusiasmo e buona volontà, raccogliere migliori risultati dei loro predecessori.

In molti nel settore sono già convinti che basterà l’accordo tra PD e Movimento 5 Stelle per avere la tariffa unica, noi a riguardo ci limitiamo ad esprimere solo speranza, fino a quando non ci sarà un chiarimento tra queste due forze politiche su quale sia la strategia congiunta da adottare per risolvere il caro prezzi delle assicurazioni RC Auto, che potrebbe ragionevolmente passare anche attraverso una riforma del bonus malus, un calmiere o un incentivo ad avere finalmente una vera concorrenza nel settore.

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