Assicurare l’auto dei figli con la Legge Bersani

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Se comprare la prima auto ai propri figli è un momento molto importante per alcuni genitori, assicurarla ad un prezzo accessibile è la preoccupazione più frequente.

Il caro RC Auto di questi ultimi anni non aiuta molto nella ricerca di soluzioni convenienti, ma la Legge Bersani è sicuramente la soluzione migliore per risparmiare sulla polizza RCA.

Quando si può sfruttare la Legge Bersani?

La legge Bersani permette al giovane proprietario dell’auto di usufruire della classe di merito di un proprio familiare convivente presente su un’altro veicolo assicurato, evitando così di dover partire dalla classe Cu 14. Vediamo quali sono le condizioni necessarie affinchè si possa sfruttare la Legge Bersani:

  1. il veicolo da assicurare deve essere di nuova immatricolazione o preveniente da voltura al P.R.A.
  2. neo assicurato e familiare devono avere la stessa residenza risultante dallo stato di famiglia
  3. il veicolo dal quale di prende la classe di merito deve essere assicurato con polizza in vigore nel momento in cui si sfrutta l’agevolazione bersani
  4. i mezzi coinvolti nell’operazione devono essere della stessa categoria (autovettura con autovettura, autocarro con autocarro, etc)

Attenzione alla polizza attiva

Verificata la sussistenza di queste quattro condizioni è possibile assicurare l’auto (nuova o usata non ha importanza) dei propri figli e stipulare un contratto RCA che partirà dalla classe di merito più vantaggiosa presente in famiglia, anzi che dalla classe d’ingresso più elevata, ovvero la CU 14.

Particolarmente importante: fare attenzione al fatto che il mezzo già assicurato presente in famiglia abbia una polizza RC Auto attiva nel momento in cui si assicura il giovane proprietario poiché non è possibile usufruire di una classe di merito più vantaggiosa acquisita da un mezzo non assicurato in un periodo precedente … in quel caso l’agevolazione Bersani non è praticabile e la classe CU 14 è l’unica possibilità di assicurarsi correttamente senza incorrere in brutte sorprese.

 

 

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