Settore assicurativo in crisi: ecco i dati

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Stando all’analisi elaborata da Ivass il quadro che emerge è quello di unsettore assicurativo in crisi, non malato o colpito nel profondo, ma che risente degli effetti di una crisi economica e finanziaria sempre più radicata anche nella nostra nazione. Occorre tuttavia fare dei distinguo tra i vari rami assicurativi per capire quali siano i segmenti davvero in picchiata e quali quelli che, tutto sommato, stanno reggendo l’urto della recessione.

Credito vola in basso, guadagna l’assistenza

Parlando di rami danni notiamo come la peggiore performance sia stata messa in atto da ramo credito, che registra uno sconfortante -58,57%, mentre una tra le prestazioni migliore in assoluto sia quella dell’assistenza, tra i pochi rami a registrare il segno più con un ottimo +5,65%, superata nell exploit solo da un segmento assolutamente settoriale quale quello dei corpi di veicoli ferroviari, che segna uno stupefacente +24,87%;gli unici altri due segmenti in positivo sono l’RC veicoli marittimi, lacustri e fluviali (anch’essa fortemente settoriale e riservata a pochi intermediari) e dell’RC generale (in verità sostanzialmente stabile, poichéregistra un timido +0,24%).

Tanti cali percentuali a due cifre

Stupisce come siano stati registrati da Ivass molti cali percentuali a due cifre da un anno all’altro … visto e considerato che la crisi è iniziata nel 2008 rammarica vedere come alcuni settori siano in piena emorragia, per fornire alcuni dati diciamo che le cauzioni perdono il 16,47%, le assicurazioni per perdite pecuniarie di vario genere registrabo -11,86%, corpi di veicoli marittimi, lacustri e fluviali -18,60% e corpi di veicoli aerei -11,90%.

Cali anche per infortuni e malattia

Anche le cosiddette “polizze di tutti i giorni” non tirano più come un tempo, anche se la flessione non è drammatica: i premi lordi contabilizzati per quanto riguarda il ramo infortuni sono scesi dell’1,99% mentre il ramo malattia segna -1,67%.

Anche le polizze vita risentono della crisi

Inutile soffermarsi sul ramo vita … abbiamo già fatto parecchi focus sullaprofonda crisi che sta attraversando questo settore, che non riesce più ad essere trainante come un tempo per ovvi motivi (primo tra tutti l’erosione del risparmio delle famiglie italiane, che unito alla disoccupazione e alla diminuzione del potere d’acquisto fanno emergere un quadro assolutamente avverso a quello che potrebbe essere propizio per accendere un piano d’accumulo … ma questo Assicuri.com lo disse già due anni fa, quando annuncio il calo della raccolta vita per la prima volta)

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