Dimezzamento risarcimenti: Napolitano non firmi il provvedimento

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Mentre tutti aspettavano che un governo venisse formato e il Parlamento potesse mettersi a lavorare sulle tanto sospirate riforme in ambito assicurativo l’accordo -come noto- tarda ad arrivare … in compenso il vuoto che si è creato ha finito con il favorire la riproposizione di vecchi disegni di legge, molti dei quali non propriamente favorevoli ai consumatori, tra cui un Dpr (decreto del presidente della Repubblica) che ripropone la vecchia idea mai attuata di rivedere le tabelle di riferimento per i risarcimenti in modo da tagliare (sostanzialmente dimezzare) gli indennizzi per le lesioni gravi.

Consumatori in rivolta

A sentire parlare di nuove penalizzazioni alcune associazioni sono giustamente andate su tutte le furie; tra le prime -comprensibilmente- l’Associazione delle Vittime della Strada: il caso portato ad esempio dai quotidiani, ovvero quello di un uomo di 35 anni che subisca un’invalidità del 50% (ad esempio la perdita totale dell’avambraccio quindi della mano) … se adesso il risarcimento sarebbe stimabile tra 363.659 € e 454.000, stando alle tabelle del tribunale di Milano sul danno biologico, un domani potrebbe attestarsi su valori prossimi alla metà.

Sportello dei diritti: la vita umana non è un affare corrente

Anche lo sportello dei diritti si è mobilitato, chiedendo, tramite il suo fondatore Giovanni D’Agata, un ripensamento al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, affinché egli non firmi il decreto, ma lo rimandi indietro quantomeno per un ricalcolo di quanto sarebbe realmente giusto ottenere, allo scopo di non togliere ai cittadini danneggiati per dare alle assicurazioni.

Anche gli esperti di infortunistica non ci stanno

Non solo le vittime, ma anche gli esperti di infortunistica non sono convinti della giustezza di questi tagli: a dire la sua è Luigi Cipriano di Aneis, che fa notare come l’incolpevole vittima di un incidente non possa vedere decurtato in questa maniera il risarcimento che gli spetta, poiché una cifra troppo bassa sarebbe, oltre che economicamente insoddisfacente, anche lesiva della dignità umana, giacché la somma corrisposta avrebbe più il carattere di elemosina che di risarcimento.

Avvocati: provvedimento fuori tempo massimo

Decisamente più pragmatico Massimo Perrini, segretario della commissione Rc Auto dell’Organismo unitario dell’avvocatura, che non si sofferma tanto sul problema della giustezza del risarcimento, quanto sul fatto che il provvedimento arrivi di fatto fuori tempo massimo, poiché non solo la delega è scaduta, ma il governo stesso è in piedi solo per la gestione degli affari correnti. Vista la sostanziale unità di vedute tra professionisti e consumatori la speranza effettivamente è che Napolitano rimandi al mittente il decreto, nella speranza che questo venga rivisitato in maniera più favorevole al danneggiato.

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