Nuove indagini su Fondiaria Sai e Ligresti

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Nuove indagini su Fondiaria Sai stanno scuotendo il mondo delle assicurazioni in queste ore: sono partiti gli avvisi di garanzia diretti alla famiglia Ligresti (non solo Salvatore, ma anche i figli Jonella, Paolo e Giulia Maria) nonché a Fausto Marchionni, Emanuele Erbetta, Vincenzo La Russa e Emanuele Talarico. L’accusa è quella di aggiotaggio, per avere dato false informazioni sul bilancio dell’azienda allo scopo di alterarne il valore delle azioni di borsa.

Cos’è l’aggiotaggio?

Innanzitutto una breve parentesi per dare una definizione del reato di aggiotaggio: ci viene incontro il titolo dell’art. 501 del Codice Penale, che è “Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio”. Al di là del caso specifico riguardante le indagini su Fondiaria Sai si verifica aggiotaggio quando qualcuno “al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifizi atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato”. La pena arriva fino a tre anni di reclusione, mentre la multa va da 516 a 25.822 €.

Indagini anche per falso in bilancio

A parte il patron Salvatore Ligresti, tutte le personalità menzionate sopra sono indagate anche per falso in bilancio, per avere falsato la voce relativa alla riserva sinistri dell’assicurazione per la ragguardevole somma di 800 milioni di euro.

Nei guai anche il Comitato esecutivo di Milano Assicurazioni

Le indagini su Fondiaria Sai e la famiglia Ligresti colpiscono trasversalmente anche i membri del comitato esecutivo di Milano Assicurazioni, per i reati di manipolazione di mercato, falso in bilancio e falso in prospetto (anche se a onore del vero da come sono giunte le notizie sembra che i quattordici membri il falso più che averlo fabbricato lo abbiano sottoscritto).

Ligresti accusa le banche

Se da un lato i giudici hanno raccolto una cospicua molte di prove a sfavore della famiglia Ligresti, accenniamo anche alle dichiarazioni rilasciate dal capofamiglia Salvatore, che accusa le banche Mediobanca e Unicredit, a suo dire colpevoli di avere lavorato a favore della fusione con Unipol allo scopo di salvare la stessa, rivelando perdipiù che a suo avviso la fusione Unipol-Sai è destinata a slittare almeno al 2014. Considerando che i magistrati stanno indagando anche su questo aspetto ancora abbastanza oscuro della vicenda non possiamo che attendere chiarimenti a riguardo.

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