Isvap coprì il crack di Fondiaria Sai?

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Le notizie che provengono dagli inquirenti relativamente al crack di Fondiaria Sai sono tutt’altro che positive: negli ultimi tempi si sta facendo strada un’inquietante ipotesi, che prevederebbe la complicità tra Isvap e la famiglia Ligresti, vediamo cosa sospettano i magistrati.

 

Isvap: silenzio colpevole su Fondiaria Sai

I magistrati sono convinti che qualcuno all’interno dell’Isvap coprisse le attività della famiglia Ligresti fin dal 2008, ritenendo impossibile che una tale serie di manovre finanziarie evidentemente lesive dell’azienda fossero potute passare inosservate all’organo di vigilanza. Il fatto che la Sai venisse usata dalla famiglia siciliana come una sorta di “fondo personale” al quale attingere somme anche assai ingenti doveva innescare indagini immediate, mentre per almeno 3 anni negli uffici romani dell’Isvap tutto è rimasto fermo, come se non si stesse rilevando alcuna attività anomala. Pur sorvolando sulla liquidazione milionaria al manager Fausto Marchionni (10 milioni di euro, proprio mentre l’azienda stava raggiungendo la crisi più profonda) e sugli stipendi assolutamente fuori dal comune che venivano elargiti ai “pezzi grossi”, la mancanza di controllo da parte dell’isvap secondo gli inquirenti diventa palese quando nel 2011 venne resa nota una frode scoperta di fatto 3 anni prima, e riguardante il bilancio truccato alla voce “riserva sinistri”, con il palese scopo di occultare il profondo dissesto dell’impresa assicurativa. Da quando sono emerse queste evidenzel’allora presidente Isvap Giancarlo Giannini è indagato riguardo al crack di Fondiaria Sai, e ora c’è grossa attesa per sapere la sua posizione riguardo a questa triste vicenda.

Capitalismo clientelare alla base del crack di Fondiaria Sai

L’ipotesi dell’Isvap collausa con Ligresti e colpevole a sua volta del crack di Fondiaria Sai non stupisce più di tanto chi da sempre segue la parabola imprenditoriale della famiglia siciliana, frutto del cosiddetto “capitalismo clientelare”. L’ascesa avvenne grazie alle amicizie con uomini politici come Bettino Craxi , banchieri come Enrico Cuccia e imprenditori (anche in questa storia  torna il nome di Silvio Berlusconi); con spericolate operazioni Salvatore Ligresti si assicurò il controllo di parecchie aziende, nonostante spesso le sue partecipazioni furono relativamente modeste … come Berlusconi anche questo personaggio riuscì in qualche modo a passare indenne Tangentopoli (anche se venne condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione per corruzione). Passata la tempesta di Di Pietro, Borrelli e Colombo, è la volta della scalata a Fondiaria Sai, il resto è storia recente, culminata in questa triste vicenda della quale restano da scrivere solo le condanne.

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