Parlamentari: il M5S denuncia “assicurazioni sulla vita gratis”

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Tutto è cominciato con il libro denuncia “La Casta” di Gian Antonio Stella, poi la questione relativa ai privilegi dei parlamentari è passata nelle mani della politica e del Movimento 5 Stelle, che ha recentemente denunciato la stipula di assicurazioni sulla vita con beneficiari i parenti dei nostri governanti in caso di morte.

Oltre un milione di euro di costi

Le assicurazioni sulla vita che noi paghiamo ai parlamentari hanno un costo totale che si aggira intorno al milione di euro all’anno, e hanno massimali differenti in base all’età degli eletti: ai beneficiari indicati dai deputati di età inferiore a 40 anni in caso di decesso andrebbero 516.000 € di risarcimento, mentre ai più anziani, ovvero i deputati con più di 60 anni, spetterebbero “solamente” 258.000 €. Il fatto che chi è a Montecitorio abbia una polizza vita in sé e per sé ovviamente non sarebbe più di tanto rilevante, se non fosse che questo benefit grava sulle tasche dei contribuenti, e che in caso di morte di un parlamentare a prendere i soldi sarebbero i parenti dello stesso, ovvero persone che non contribuiscono alla vita politica del paese.

Luigi Di Maio (M5S): privilegio va cancellato

Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle denuncia questo privilegio, che ritiene inaccettabile, e ne chiede la cancellazione appoggiato dai colleghi Claudia Mannino e Riccardo Fraccaro. Non sorgono dubbi sul fatto che un’assicurazione sulla vita rientri a pieno tra i cosiddetti “privilegi della casta” che rientrerebbero nei tagli agli sprechi tanto richiesti dai cittadini italiani, vuoi per dare un po’di ossigeno alle casse dello Stato vuoi anche per fare in modo che i nostri governanti siano i primi a fornire l’esempio in questo periodo di austerità e sacrifici.

Ina Assitalia e Fondiaria Sai le compagnie assicuratrici

Per chi se lo stesse chiedendo le compagnie che si occupano di assicurare questo privilegio ai parlamentari sono Ina Assitalia e Fondiaria Sai, che aggiungono dunque al loro già corposo portafoglio di polizze temporanee caso morte anche questa ricca convenzione con Montecitorio.

In chiusura diamo una smentita rispetto a quanto riportato da altre testate online riguardo a questa vicenda: è vero che i nostri parlamentari possono nominare beneficiario anche il proprio compagno gay nel caso ne abbiano uno, ma è falso che questo non è possibile per un comune cittadino: la nomina del beneficiario è libera per chiunque e non si fanno distinzioni di sesso.

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