Ttip – il desiderio (non) nascosto delle assicurazioni

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Il tavolo di trattativa per il Ttip (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti) è ricominciato, e le assicurazioni hanno fatto sentire la loro voce, richiedendo l’inserimento di normative relative ai servizi finanziari. Vediamo dunque di fare un po’di chiarezza, spiegando innanzitutto cos’è il Ttip, e per quale motivo le compagnie assicurative sono così interessate al fatto che in questo trattato vengano inserite norme che le riguardano da vicino.

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Cos’è il Ttip

Il Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti è un accordo di libero scambio, in corso di negoziazione dal 2013, che vede come parti in causa l’Unione Europea e gli Stati Uniti d’America. Gli obiettivi principali del trattato sono:

  • costituire la più grande area di libero scambio nel mondo
  • ridurre i dazi doganali
  • rimuovere le differenze in regolamenti tecnici
  • armonizzare norme e procedure di omologazione standard
  • omologare regole sanitarie e fitosanitarie

allo scopo di facilitare il più possibile la libera circolazione delle merci.

Perché le assicurazioni vogliono il Ttip

Le compagnie assicurative desiderano fortemente l’allargamento del Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti anche per quanto riguarda i servizi finanziari: ieri alla ripresa delle trattative sia Insurance Europe (la federazione delle associazioni nazionali delle compagnie europee) sia l’Aia (American insurance Association), sia l’Acli (American Council of Life Insurers) hanno ribadito la necessità di avere un’armonizzazione tra le compagnie europee e americane, nella speranza di allargare i reciproci giri di affari, che già senza l’accordo sono stimabili in 185 miliardi di dollari l’anno.

Alcune voci contro il Ttip

Se l’accordo sembra essere così ambito da volere essere addirittura allargato a chi (come le assicurazioni) non ne è compreso, occorre menzionare anche la presenza di economisti e uomini d’affari nettamente contrari a questa partnership; nonostante l’accordo in sé sembri in grado di aumentare il giro d’affari senza intaccare i regolamenti continentali (e il pensiero non può non andare a Solvency II, la direttiva fondamentale per le compagnie assicurative) in molti vedono nel lungo periodo un pericolo di diminuzione dei salari medi degli impiegati, nonché un pericolo per la crescita della disoccupazione, specialmente nel vecchio continente.

 

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