Tokio Marine rileva HCC Insurance per una cifra record

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L’evento è di quelli che fanno notizia nel mondo delle assicurazioni, tanto che anche il Sole 24 Ore ha titolato “Tokyo predatore di assicurazioni”, dando risalto all’acquisizione dell’assicurazione americana HCC da parte di Tokio Marine Insurance per la cifra record di 7,5 miliardi di dollari. Si tratta dell’acquisizione all’estero più importante mai avvenuta da un gruppo assicurativo giapponese, e la cosa desta ancora più scalpore se si pensa che tutto ciò è avvenuto in un momento in cui lo yen è particolarmente debole. Vediamo dunque i dettagli dell’acquisizione di HCC.

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Acquisizione per “rafforzare la presenza in Europa”

Dai vertici di Tokio Marine fanno sapere che questa corposa acquisizione è avvenuta principalmente allo scopo di rafforzare la presenza in Europa, dal momento che HCC Insurance ha interesso specialmente in Gran Bretagna e Spagna. Secondo gli analisti sono le limitatissime possibilità di crescita date dall’economia nipponica il motivo principale per il quale Tokio Marine e altre grandi compagnie del Giappone si stanno muovendo alla ricerca di aziende da acquisire in occidente.

Tokio Marine nel corso della sua storia aveva già speso oltre 8 miliardi in acquisizioni estere, tra le più significative ricordiamo quella di Philadelphia Consolidated, costata 4,7 miliardi di dollari.

Dai-Ichi Life: la svolta occidentale

A conferma dei sospetti degli analisti arriva anche il caso di Dai-Ichi Life, colosso vita nipponico che recentemente ha pagato 5,6 miliardi di dollari per acquisire l’assicurazione americana Protective Life, l’ad della compagnia ha inoltre dichiarato che le operazioni non si fermeranno qui, poiché entro il 2017 c’è il desiderio di acquisire una grande assicurazione europea, proprio allo scopo di diversificare l’attività nel vecchio continente.

Quella dei giapponesi che virano verso l’Europa sembra una costante ormai consolidata anche fuori dal settore assicurativo, poiché anche colossi industriali come Hitachi stanno guardando con sempre maggiore interesse a questo genere di operazioni: insomma, se l’economia giapponese ha più poco da offrire sembra che i grandi industriali e gli uomini della finanza nipponiza non si stiano perdendo d’animo, e tentino comunque una svolta epocale per quello che fino ad oggi era sempre stato considerato un Paese chiuso e restio a guardare verso occidente.

 

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